venerdì 24 febbraio 2017

La foto di Sergio Siano :la Chiesa di San Carlo e il Cristo grande





                Sergio Siano
                     fotoreporter




                            
grazie


giovedì 23 febbraio 2017

Torna oggi a splendere il sole in San Carlo alle Mortelle




E' una gran bella giornata oggi per la comunità di San Carlo alle Mortelle e per quanti sono legati al territorio anche se distanti fisicamente.

Le porte della Chiesa di San Carlo si riaprono oggi dopo quasi otto lunghi anni nella speranza che ritorni ad essere punto di riferimento per i tanti ragazzi e giovani del quartiere che devono sentire questo luogo come casa propria come lo fu per tanti di noi negli anni 60/70 con il mai dimenticato Franco Alfarano.
presidio in piazza 23.9.2013

Un grazie da parte mia e di Ezio Aliperti a tutti gli amici vicini, lontani e lontanissimi sparsi un po' ovunque per la vicinanza all'impegno profuso in

questi anni per la riapertura della Chiesa, il maggior decoro della piazza, la celebrazione del centenario della nascita del letterato Antonio Altamura, per il restauro del Cristo Grande.
presidio in piazza 23.9.2013

Un doveroso sentito  ringraziamento a :

Cardinale Crescenzio Sepe
Parroco Domenico Toscano

On. Annamaria Carloni

Sindaco Luigi de Magistris
Assessore Nino Daniele
Assessora Daniela Villani
Consigliere Francesco Vernetti
ex Consigliere Giovanni Formisano

Arch. Salvatore Russo                                 
                                                              
Prof.Emma Buondonno
Sen. Francesco de Notaris
Dott. Mario di Costanzo
Prof. Marco Rossi Doria
Arch. Lucio Sisto
Prof. Roberto Tortora
Arch. Gianni Vigilante

giornalisti :

Mimmo Annunziata
Carlo Maria Alfarano
Marco Altore
Flavia Balsamo                                       
Paolo de Luca
Rosario Messina
Procolo Mirabella
Enrico Nocera
Marco Perillo
Enzo Piscopo
Davide Savino
Barbara Tafuri
Cristina Zagaria

Fotografo Ferdinando Kaiser

Napoli Servizi S.p.A.

Garage 594 -vico Mortelle
restauro Cristo Grande

Convegno S.Orsola Ben. 1.3.2014










cerimonia targa A.Altamura
                                               
largo Antonio Altamura












restauro  Cristo Grande
                                                            







                                                             

lunedì 20 febbraio 2017

Riapre la Chiesa

Alleluia, Alleluia !

Mi è stato comunicato dalla Segreteria del Cardinale Crescenzio Sepe che Giovedì 23 riaprirà la Chiesa parrocchiale di San Carlo alle Mortelle.

Dopo quasi otto anni dalla voragine e 877 giorni dall'inizio dei lavori riapriranno le porte di un luogo tanto caro agli abitanti della zona e a tanti di noi sparsi un po' ovunque ma uniti nel ricordo degli anni migliori
La cerimonia è prevista per le ore 18,30
foto Massimo Giarraffa



giovedì 9 febbraio 2017

Innamòrati / innamoràti di Napoli




Domenica
 12 febbraio 2017




L’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli presenta la seconda edizione dell’iniziativaInnamòrati/Innamoràti di Napoli.
È il programma di visite guidate da “ciceroni illustri” affiancati da guide turistiche abilitate che nella mattina di domenica 12 febbraio faranno innamorare di Napoli cittadini e turisti illustrando le bellezze della città. Si andrà alla scoperta e riscoperta di luoghi noti e meno noti raccontati in chiave personale da uomini e donne che lavorano e vivono ispirati dall'amore per Napoli. Dai tasselli degli appuntamenti verrà fuori il volto variegato di una città che eccelle in mille campi. Napoli dell'arte, Napoli della storia, della musica, dell'alchimia, della scienza, del teatro, dei paesaggi, dell’archeologia, dello sport.

Da un’idea dello scrittore Maurizio De Giovanni con l’attrice Cristiana Dell’Anna che farà da madrina, le visite inizieranno da Palazzo San Giacomo alle 10.30, sede del Municipio, alla presenza del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e dell’assessore alla cultura e al turismo Nino Daniele e proseguiranno in tutta la città dal Maschio Angioino a Trentaremi, dal Centro Antico agli studi RAI di Fuorigrotta, da Castel dell’Ovo al Vesuvio. Circa una cinquantina i personaggi illustri che hanno aderito finora per altrettanti percorsi e monumenti della città.
All’associazione di categoria Guide Turistiche Campania è affidata l’organizzazione dell’evento e l’affiancamento nelle visite ai ciceroni illustri.
Le visite si svolgeranno nella mattinata di domenica 12 febbraio con un’unica eccezione per il Borgo Orefici che sarà protagonista di un evento sabato 11.
Le visite guidate sono tutte gratuite. Per i luoghi dove è previsto un biglietto d’ingresso questo sarà a carico dei partecipanti. Tantissime le strutture che hanno aderito garantendo una scontistica dedicata agli “innamorati”.
Questa iniziativa celebra l’amore per Napoli. L’amore di chi l’ha vissuta, di chi l’ha raccontata o interpretata mettendo in luce uno dei suoi innumerevoli volti. La partecipazione entusiastica dei ciceroni illustri, dei turisti e dei cittadini conferma e rinforza il legame profondo che questa città riesce a stabilire con chi la vive e con chi la visita.
Per partecipare è obbligatorio prenotarsi attraverso il sito internet http://www.guideturistichecampane.it/ dove è possibile visionare le informazioni su ogni singola visita. Per ulteriori dettagli è possibile scrivere una mail all’indirizzo infoinnamoratidinapoli@gmail.com oppure telefonare ai seguenti numeri 3488991269 - 3281764063 – 3923691148 –- 3474601813 tra le ore 10.00-17.00.
La giornata degli innamoràti di Napoli si concluderà con una particolare serata danzante “silenziosa”: il Silent Party, un’iniziativa molto attesa dal giovane pubblico che balla ascoltando musica dalle cuffie e scegliendo tra tre generi musicali. Organizzata dalla società Silent Party la serata si terrà in Galleria Umberto I a partire dalle ore 21.00. Per info http://www.the-silent-party.it/


I personaggi e i luoghi

Cristiana Dell’Anna – Palazzo San Giacomo
Artigiani Antico Borgo Orefici - Borgo Orefici
Riccardo Dalisi – Complesso Monumentale della Santissima Annunziata
Letizia Galli – Complesso Monumentale della Santissima Annunziata
Francesco Pinto - RAI Set Un Posto al Sole (con la partecipazione di Patrizio Rispo - Michelangelo Tommaso -Samanta Piccinetti - Lucio Allocca -Lorenzo Sarcinelli)
Andrea Tartaglia - Il decumano superiore
Giovanni Vitolo - Società di Storia Patria – Castel Nuovo
Ugo Leone: il Vesuvio da Napoli
Vincenza Alfano - Teatro di San Carlo
Carmine Aymone e Michelangelo Iossa - la collina del Vomero
Valerio Ceva Grimaldi – Hotel San Francesco al Monte
Anna Paola Merone - la Napoli nobilissima ed i vicoli
Vittorio del Tufo - Chiesa del Carmine
Armando Brunini - il Petraio
Bruno Leone: Pulcinella al Duomo
Giulio Baffi - Teatro San Ferdinando
Mauro Giancaspro e Marco Calafiore - Teatro Augusteo
Giuseppe Ferraro - Grotta di Seiano
Anna Maria Ghedina - Palazzo Donn'Anna
Gianni Valentino: A Leopardi Viviani
Antonio Tricomi Gianfranco, Coci e Giorgio Verdelli – Arena Flegrea e Teatro Mediterraneo
Mario Brancaccio - Parco Virgiliano
Antonio Pennarella - Galleria Borbonica
Paolo Iorio - Museo del Tesoro di San Gennaro
Giuseppe Iannicelli - Stadio San Paolo
Yvonne Carbonaro - Chiesa S.Maria del Parto
Enzo De Caro - Quartiere Sanità
Mimmo Sica - Il Maschio Angioino - Castel Nuovo
Elsa Evangelista - Conservatorio San Pietro a Majella
Gino Giaculli - Lungomare di Napoli
Martin Rua e Agnese Palumbo - Cappella Sansevero
Mirella Armiero - Museo Madre
Pietro Treccagnoli - San Giovanni a Carbonara
Carlo Morelli - Pietà dei Turchini
Pino Aprile - Museo di Pietrarsa
Pierantonio Toma - Castel dell’Ovo
Rosaria De Cicco, Nello Mascia e Ciccio Merolla e gli Artisti Indipendenti - Quartieri Spagnoli
Le Assurd – Quartieri Spagnoli
Michele Iodice - MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Giuseppe Corcione – Pio Monte della Misericordia

martedì 31 gennaio 2017

Un Ponte per proteggere i minori stranieri non accompagnati

Nell’ Istituto dei Salesiani in Via Don Bosco, il Comune di Napoli apre la prima 
“struttura ponte” 
per garantire il diritto al riparo ed alla protezione dei minori stranieri non accompagnati, la categoria a più alto rischio fra le persone fuggite da guerre, persecuzioni e violenze nel mondo

giovedì 19 gennaio 2017

Funicolare centrale, il punto sui lavori

I lavori  di revisione generale ventennale della Funicolare Centrale, sono in corso e, come riferito dai componenti della Commissione Comunale Trasporti, procedono secondo il programma.
La riapertura è prevista per Luglio di quest'anno.
In questo video della TV del Comune di Napoli Ufficio stampa,  il punto sui lavori.






La Funicolare Centrale, realizzata su progetto dell'Architetto Pier Luigi Nervi e dell'Ingegnere Gioacchino Luigi Mellucci, è stata inaugurata nell'Ottobre del 1928 ed è  uno degli impianti a fune urbano tra i più importanti al mondo per lunghezza, efficienza e capacità di trasporto utilizzato da circa  28.000 passeggeri nei giorni feriali e circa 10.000 nei festivi.

venerdì 13 gennaio 2017

Viaggio nella stazione Municipio della Metropolitana

Visita al cantiere della stazione Municipio della metropolitana con una guida d'eccezione, l'Ing.Antonello de Risi, Direttore tecnico della Metropolitana di Napoli S.p.a.

venerdì 30 dicembre 2016

Un nuovo anno finalmente diverso

(foto Gustavo Pozzo)
Tra alcune ore avrà  inizio il nuovo anno ed al nuovo anno desidero guardare lasciando quello trascorso alle spalle.

Mi riferisco a quello che è stato per me e tanti amici l'obiettivo primario : tornare a vedere quelle due porte della Chiesa di San Carlo alle Mortelle nuovamente aperte, spalancate più tempo possibile, al culto e alle attività dei bambini, degli adolescenti, dei giovani, degli uomini,delle donne e degli anziani.

Quelle porte come braccia allargate e protese al quartiere, ai suoi abitanti per un impegno di formazione e centro di incontro, di dibattito, per una catechesi non finalizzata soltanto alla preparazione ai sacramenti ma tesa al recupero di quanti in questi anni hanno conosciuto soltanto la strada come luogo di aggregazione.

La comunità saprà certamente porsi maggiormente a servizio del quartiere facendo rivivere quel luogo che ha visto momenti di grande vivacità e fermento culturale e religioso.

La piazza ha assunto un aspetto più dignitoso, gli interventi del Comune hanno ridato un aspetto più decoroso e tra non molto partirà la raccolta differenziata con l'eliminazione dei cassonetti.  

Mi auguro che nei prossimi giorni di inizio anno le campane potranno annunciare non solo la riapertura di un luogo di culto ma anche un nuovo percorso di una grande comunità.

Buon anno di Pace  a tutti ma proprio a tutti ! 

sabato 24 dicembre 2016

Natale ma non per tutti



"..Ma anche oggi Gesù piange. Perché noi abbiamo preferito la strada delle guerre, la strada dell'odio, la strada delle inimicizie.

Siamo vicini al Natale: ci saranno luci, ci saranno feste, alberi luminosi, anche presepi ?

Tutto truccato: il mondo continua a fare la guerra, a fare le guerre. Il mondo non ha compreso la strada della pace...

...Dappertutto c'è la guerra, oggi, c'è l'odio,cosa rimane di una guerra, di questa, che noi stiamo vivendo adesso?

Cosa rimane?

Rovine, migliaia di bambini senza educazione, tanti morti innocenti: tanti!, e tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi...”

(Papa Francesco)


Auguri a tutti di Pace e Serenità

giovedì 22 dicembre 2016

I ricordi del Natale della semplicità

Altri due cari amici hanno voluto esserci in questa carrellata di ricordi che opportunamente mio cugino Nando questa mattina parlando al telefono li ha definiti momenti di tenerezza di tempi irripetibili che ci aiutano a vivere meglio questi giorni di Natale.

Clelia Meo è l'amica che da quando abbiamo intrapreso questo nuovo percorso è stata sempre la voce della rapida comunicazione e partecipazione ai momenti belli e tristi accaduti in questi  anni recenti in San Carlo alle Mortelle e mantenendo anche viva la memoria di amici che purtroppo ci hanno lasciati.

Bruno Rippa è l'amico che ci è stato sempre vicino nelle  iniziative di questi anni e mi fa piacere ricordare il suo costante impegno per i bambini di Scampia proprio in occasione del Natale e della ormai tradizionale sfilata dei Babbi Natale a piedi e in bicicletta ed anche il grande generoso  supporto che da allo Scampia Rugby. 

                                                                        *********************

Sono veramente tanti i ricordi del Natale nel nostro quartiere San Carlo alle Mortelle, infatti è un susseguirsi di immagini che affollano la mia mente..forse perché la maggior parte della mia vita, a differenza di altri, l'ho trascorsa lì ed anche se ora vivo in un altro quartiere, il mio cuore resta ancorato alla magia di quei luoghi.

Tornando indietro con la mente, mi rendo conto che da bambina era una vera festa per i colori, i suoni degli zampognari che aspettavo con ansia, per la semplicità con cui si attendeva la chiusura della scuola per vivere appieno tutto il periodo natalizio...la preparazione dell'albero e del presepe, la richiesta dei vari doni, il ripassare la poesia da recitare e la famosa letterina che postavo sotto al piatto di mio padre con l'eccitazione che solo un bambino può provare.
La magia della notte di Natale, quando dopo la cena della vigilia mi recavo con mia madre in chiesa per accogliere la nascita del Bambino Gesù e posso affermare con certezza, che sicuramente allora si viveva una magia particolare, magia che oggi purtroppo quasi non percepiamo più, forse perché abbiamo dimenticato
il bambino che c'è in ognuno di noi 
Buon Natale a tutti!

                                     Clelia


C'ero anch'io.....vi dico che io non c'ero per quanto concerne il mega presepe che ha ricordato Ezio.
C'ero però in altri momenti dei  Natali  vissuti in quei pezzi di strada del mio quartiere,  via Filippo Rega, p.tta San Carlo alle Mortelle ecc.

Ricordo quando da chierichetti ci preparavamo per le celebrazioni natalizie;indossavamo  le tonache e le casacche in una stanzetta piccola e disordinata; era un caos ed alla fine non trovavamo le misure giuste. Sembravamo un'armata Brancaleone.Ricordo Gino Cogliandro con tonaca e casacca corte che mi suscitava risate. Ricordo le funzioni liturgiche:la famiglia Stevens sempre in prima fila, austera e composta e con due belle figlie che erano un sogno inarrivabile.

Sull'altare cercavo di mettermi seduto vicino alla balaustra per osservarle e poi  uno strumento che era una tavolozza di legno con delle maniglie che si agitavano in un particolare momento della funzione.
Il presepe mi ricorda mio nonno Gennaro. Lui era il custode ed il factotum dell'Istituto Rodino'.....'o cunvitt de' cecatelle (il convitto delle non vedenti, ndr).Ho ancora  nelle orecchie la voce della Madre Superiora che lo chiamava da una loggia.....GENNARINOOOOO..... per le riparazioni spicciole e per l'allestimento del presepe e del palcoscenico nel salone dell'Istituto  in occasione dello spettacolo natalizio tenuto da 'e cecatelle per i benefattori del convitto.

Il nonno mi portava con sé ed io facevo 'o guaglione (l'aiutante ,ndr)  e mentre lui lavorava,io mi godevo la vista del palcoscenico e del magnifico presepe.

                                       Bruno

mercoledì 21 dicembre 2016

...e c'ero anch'io !



Il ricordo del mega-presepe di Ezio Aliperti  pubblicato ieri(Quando la costruzione del presepe cominciava ad ottobre) ha stuzzicato la memoria di qualche amico e di Costantino Longano in particolare che ha tenuto a rivendicare la propria partecipazione alla realizzazione del presepe.
Antica e vera amicizia quella di Costantino e grande e preziosa  vicinanza anche in questa fase di rinascita della zona.
...e c'ero anch'io dice Costantino e fortunatamente ci sei sempre stato allora come adesso, grazie anche a te.

                                                                      **************


 ...e c'ero anch'io,  con Ezio Aliperti, Fulvio Ardone e Gino Cogliandro, spesso avevamo turni diversi, il Masto era il più presente, gli altri chi per motivi di scuola e chi (io) per lavoro a volte ci incrociavamo ad ore diverse...
 Avevo bene in mente come si costruisce un presepe ,guardando la bravura di mio padre..per anni ( il mitico Adolfo, ndr) ma parlo di un presepe di sughero ma quell'occasione di allestire un Presepe in chiesa...quell'incarico affidato dal Parroco Alfarano a Bruno Garofalo, astro nascente delle scene teatrali...già adocchiato dal grande Eduardo,  fece scoprire a noi ragazzi un arte magica...ed io con gli altri fui felice di fare il ragazzo a Bruno.
Dal niente...vedemmo assi di legno e carta di giornale e tanta colla di farina preparata nei secchi...diventare montagne...sentieri...archi...grotte...anfratti e scalinate ....
Gino si dava da fare per procurare di tutto avendo anche cura di non imbrattare oltremodo il pavimento...con Ezio e Fulvio ci inzuppavamo di colla fino al gomito per passare al Maestro gli agglomerati di carta e colla che egli abilmente modellava e posava dove intendeva creare la natura e la vita di un presepe. Padre Alfarano ci osservava preoccupato per il compito gravoso che ci aveva affidato e per l'ora tarda che spesso si faceva in chiesa...ma soddisfatto per quanto di bello e maestoso il Maestro Bruno andava realizzando....
Fu qualcosa di infinitamente bello, l'intero quartiere ammirò quell'edizione unica di Presepe, non ne abbiamo le foto, ma in me come agli altri ragazzi, credo che di quel grande Presepe, il ricordo dalla mente...non ce lo cancellerà nessuno.......

                                                      Costantino

martedì 20 dicembre 2016

Quando la costruzione del presepe cominciava ad ottobre

Continuano a giungermi messaggi di amici con un ricordo del Natale degli anni della gioventù, della grande comunità di San Carlo alle Mortelle.
Questa volta è un amico che è rimasto in zona, nel quartiere dove è nato e che ho ritrovato al mio ritorno dal periodo vissuto al nord Italia e che ho trovato subito disponibile per il progetto di riscoperta e rivalutazione del Poggio delle Mortelle , uno degli artefici generoso e disponibile.
Mi fa molto piacere che Ezio Aliperti  abbia ricordato quell'Uomo di grande qualità  che è stato Franco Alfarano, uomo colto e con una visione di Chiesa che oggi definiremmo alla Papa Francesco , punto di riferimento per tutta la comunità.
Ha ricordato cari amici come  Gino Cogliandro , attore affermatosi in particolare con il gruppo I Tre Tre, Bruno Garofalo, scenografo di Eduardo, regista e autore di opere teatrali di grande spessore ed il fratello Claudio  affermato fotografo, collaboratore di importanti riviste.
Vi lascio alla lettura di questo ricordo semplice ma che come gli altri pubblicati mi convincono sempre maggiormente del grande privilegio avuto nell'aver vissuto quella stagione.

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Con grande piacere ho notato che la nostra idea ha sortito l'effetto che volevamo.

Noi non ci siamo mai piegati e non ci piegheremo mai alla logica che la nostra meravigliosa città  sia afflitta da una maledizione epocale  Qui è  difficilissimo fare qualcosa di utile per noi e per gli altri e non c'è niente da fare!

Cosa si può fare e abbiamo fatto ?

Abbiamo ritrovato quello spirito che a tanti di noi, come leggo dai messaggi di Benedetto e Glauco, ha consentito per il passato di creare ,sotto la guida di un uomo di grande qualità Franco Alfarano,una comunità e, in occasione del Natale, voglio raccontarvi una delle esperienze vissute negli anni della gioventù in San Carlo alle Mortelle.

Ci chiamò  don Franco un pomeriggio di Ottobre di tanti anni fa e chiese a me ,Gino Cogliandro e Fulvio Ardone di interrompere un interminabile partita a  ping-pong ,doveva parlarci.
Siccome ,don Franco quando voleva non era dolce di sale, noi ci appropinquammo preoccupati ad abbandonare la storica sede al n° 7 della piazzetta e lo raggiungemmo in   sacrestia.
C'erano nella stanza, alle spalle dell'altare della chiesa, Bruno e Claudio  Garofalo che salutammo col piacere di  sempre.
A quell' epoca Claudio  muoveva i suoi primi passi come fotografo e Bruno un po' più grande di noi era già come scenografo nell' orbita di Eduardo De Filippo.
Curiosi attendemmo don Franco.
Il suo sorriso ci sollevò gli animi e chiedemmo cosa dovevamo fare?
Dare corpo sotto la guida di Bruno  ad un presepe con i pastori di proprietà della chiesa .
Io, Fulvio e Gino avevamo per tradizione familiare una certa competenza e manualità nella costruzione dei presepi,oggi a casa mia in piazzetta quello  fatto da mio nonno alla mia nascita e quello fatto da me per mio figlio fa bella mostra tutto l'anno.
Don Franco aveva come sempre avvertito i nostri genitori di quell'idea e tutti come sempre avevano dato il loro assenso.
Entusiasti il lunedì successivo, terminati i compiti, alle 18 iniziammo  .
Gratificati dalla scelta iniziammo l'opera  con grande entusiasmo.
Bruno aveva disegnato un presepe grande almeno sessanta metri quadri, posizionato nella prima cappella a sinistra dell'entrata  
sughero,legno carta e gesso erano pronti per dar corpo all'opera .
L'entusiasmo dei quindici anni non ci aveva fatto rendere conto subito della immensità dell' opera.
Spesso al gelo,sporchi di gesso e colla con qualche dito dolente per una martellata sulle dita, digiuni e affamati alle 22,30 terminavamo di lavorare.
Ogni settimana che passava il lavoro ci sembrava sempre più impegnativo e faticoso ma il buon umore e il piacere di realizzare un'opera che avrebbe destato l'interesse degli abitanti del quartiere ci rendeva felici e forti della nostra decisione.
Venne l'influenza e qualche bronchitella .
Le defezioni si fecero sentire e a una settimana dal Natale ancora l'opera non era completa.
   L'angoscia incominciò a pervadere le nosre sicurezze.
Una sera ci vedemmo e fatto quadrato decidemmo di lavorare ad oltranza e di coinvolgere altri amici.
Ubaldo il famoso cerbero, l'aspetto del poverino era molto più orrendo di un cerbero, che faceva da custode della chiesa si appisolava verso le nove e prima delle mezzanotte difficilmente si svegliava.
Lavorammo fino a mezzanotte e non esistendo all' epoca i cellulari non avemmo l'avvedutezza di avvertire le famiglie.
Uscito dalla chiesa incrociai mia madre che preoccupata  era venuta a cercarmi.
Li per li mi accarezzò e mi prese per mano,per le mamme i figli sono sempre piccoli,e si avviò verso casa.
Salimmo le scale che ahimè solo oggi, non ho ancora l'ascensore, capisco cosa ha significato per lei quasi cinquantenne salire per l'ennesima volta, mediamente le percorreva tre o quattro volte al giorno.
Entrammo in casa e a quel punto il clima cambiò, presi tre sberle che mi riscaldarono subito,cercai di giustificarmi ma tutto fu inutile, senza mangiare e a letto.
Il pomeriggio seguente tornammo in chiesa ed ebbi il resto.
Don Alfarano ci attese con il volto corrucciato delle brutte occasioni,     ci eravamo permessi di non avvertire le famiglie!
Terminammo il presepe giusto in tempo per la  vigilia, ma capimmo anche che in un mondo senza regole e scelte condivise, spesso anche per un buon fine ,si possono commettere  errori.
Il patrimonio di quelle esperienze è stato utile  per tutti  noi nel lavoro e nella vita di ogni giorno.
Buon natale e Buon anno a tutti voi e vi aspetto tutti all' inaugurazione della chiesa ristrutturata.



Un' abbraccio

                                                                   Ezio

domenica 18 dicembre 2016

La letterina di Natale

Siete stati in tanti attraverso i commenti, via email, telefonicamente ad aver espresso apprezzamento e commozione per  il bel ricordo di Glauco Narciso.

Ad uno di questi amici, lontano da Napoli da ben quarantacinque anni, ho chiesto  un ricordo del Natale degli anni della nostra infanzia e adolescenza.

Benedetto Ruggiero abitava all'interno del Palazzo Reale ma era impegnato con oltre cento giovani nell'Associazione della Parrocchia di San Carlo alle Mortelle e sin dall'inizio ha seguito questo Blog e le iniziative promosse nel quartiere assieme all'Associazione Futura di Ezio Aliperti anche lui tra i tanti impegnati nell'associazione sul territorio.

Ha inviato queste righe  che sono certo farà piacere anche a voi leggerle e magari immergervi nei vostri ricordi.

                                                     *************

In questi giorni pre-natalizi Milano è avvolta da una nebbia che da alcuni anni non si percepiva e il freddo è pungente. Tutto ciò aumenta la nostalgia, per chi come me è lontano da più di quarantacinque anni, della meravigliosa e unica Napoli. I ricordi dei luoghi della gioventù e quelli relativi ai giorni antecedenti il Natale con le antiche tradizioni tramandate da padri e nonni sono numerosi; i profumi e le luci che accompagnavano quei giorni nelle strade e in casa, qui purtroppo si percepiscono a fatica.
Basta un po' di solitudine, basta chiudere gli occhi al buio in una comoda poltrona ed ecco che i ricordi dell'infanzia e della gioventù vissute nella città natia, i ricordi dei propri cari che non ci sono più, i ricordi dei propri amici che non vedi da anni e anni, i ricordi dei sogni e delle avventure di gioventù, alcuni avverati altri no, si accavallano nella mente e creano immagini che una dopo l'altra fanno rivivere con mille particolari, spesso dimenticati, la indimenticabile e meravigliosa atmosfera partenopea pre-natalizia.
Una sola cosa non riesco a riviverla: la mai dimenticata letterina di natale sotto il piatto della tavola imbandita a festa. Due figli e nove nipoti non sono bastati per ridare vigore a questa tradizione.
Ricordo le mie letterine ai genitori ed anche ai nonni e ne conservo ancora oggi alcune originali, un po ingiallite e sbiadite e ormai prive dei loro brillantini, ma sempre testimoni di un affetto verso persone che non si possono mai dimenticare.
Finchè c'è vita c'è speranza - magari questo è l'anno buono, troverò una letterina di natale sotto il mio piatto?
                                                   Benedetto Ruggiero