giovedì 31 luglio 2014

Campania su web, Enrico Nocera racconta San Carlo alle Mortelle


San Carlo alle Mortelle: i cittadini si riprendono un pezzo di storia


A cinque anni dal crollo che la rese inagibile, la chiesa Secentesca del centro storico napoletano vedrà finalmente assegnati i lavori di restauro e ristrutturazione. Centrale il ruolo di cittadini e associazioni riuniti intorno al blog “SanCarloAlleMortelle”: «Il nostro obiettivo è quello di essere da pungolo alle istituzioni perché si recuperi l’identità storico-culturale di una città unica al mondo»

San Carlo alle Mortelle: i cittadini si riprendono un pezzo di storia


Sono passati quasi cinque anni. Il 23 settembre 2009, intorno alle 4 di mattina, il pavimento Settecentesco della chiesa di San Carlo alle Mortelle, a due passi dal corso Vittorio Emanuele e dai Quartieri Spagnoli, crollò, aprendo una voragine di circa 10 metri. Furono evacuate circa settanta famiglie dai bassi e edifici circostanti, tra cui quello dove abitarono il pittore Domenico Morelli e lo scrittore Antonio Altamura, attiguo alla chiesa Secentesca che da allora fu dichiarata inagibile. Dopo cinque, lunghi anni, la situazione sembra sbloccarsi. Cittadini e associazioni, riuniti intorno al blog“SanCarloAlleMortelle” ideato dal giornalista Antonio Salzano, si riappropriano di quello spazio, chiedono pulizia e decoro, si attivano perché il Comune e il Fondo Edifici di Culto, proprietario della struttura, recuperino non solo la chiesa, ma l’intera zona circostante, una delle più antiche di Napoli,dove sorgevano storiche botteghe artigiane di proprietà dei religiosi Scolopi e Barnabiti, dove sorse la prima Accademia di Belle Arti (prima che questa si trasferisse a via Costantinopoli) e un Opificio delle Pietre Dure. Dove tutt’ora troviamo chiese, monasteri e edifici storici, dal Suor Orsola Benincasa al Palazzo Spinelli detto di Cariati, dalla chiesa di San Nicola di Tolentino alle Prigioni di Santa Maria Apparente, dove furono rinchiusi il pittore Francesco Altamura, il politico Carlo Poerio e lo scrittore e patriota Luigi Settembrini. Una delle zone più belle e ricche di storia di Napoli, che vi mostriamo in questo video:
                                   http://www.campaniasuweb.it/embedvideo/26521

LA CHIESA – Il “Poggio alle Mortelle” è, come si diceva, uno degli insediamenti più antichi di Napoli, a ridosso dei Quartieri Spagnoli e a due passi dalla collina di Pizzofalcone, dove sorgeva l’antica Palepoli, nucleo cittadino più antico della greca Neapolis costruita a valle e attraversata dalla celebre Spaccanapoli. I lavori di costruzione della chiesa di San Carlo iniziarono nel 1616 sotto la direzione di Giovanni Ambrogio Mazenta, padre barnabita che portò a Napoli il gusto barocco allora imperante della Milano del Seicento. L’edificio sacro è infatti ideato sul modello della chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia, che sorge nel centro storico del capoluogo meneghino. I lavori passarono poi sotto la direzione dell’architetto napoletano Giovanni Cola di Franco e, in seguito, dell’ingegnere ferrarese Bartolomeo Picchiatti, che a Napoli progetterà anche la chiesa di San Giorgio dei Genovesi. L’interno, a croce greca e con tre cappelle per lato, risente molto degli ammodernamenti Settecenteschi posti da Nicola Tagliacozzi Canale, che chiuse il portale laterale (nel Seicento aperto all’esterno) e aggiunse i sottarchi tra la navata e il presbiterio. La chiesa di San Carlo alle Mortelle racconta, quindi, almeno due secoli di storia napoletana, delle commistioni con altri gusti artistici e architettonici allora imperanti in Italia, degli antichi mestieri che si andavano forgiando tra le viuzze di Vico San Carlo e i gradini di Santa Maria Apparente, con artigiani e falegnami, pittori e scultori, famosi in tutto il mondo e contesi da signorie e reami fino alla Francia di Re Sole.
IL FINANZIAMENTO – Nel 2011 il Fondo Edifici di Culto del Ministero degli Interni riceve un finanziamento di 1,5 milioni di euro per il “consolidamento e il restauro della chiesa di San Carlo alle Mortelle”, come si legge in documento pubblicato da Arcus, società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo, afferente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. «Il progetto – scrive Arcus – si presenta come il consolidamento, il restauro e l’adeguamento impiantistico della Chiesa di San Carlo alle Mortelle, attualmente chiusa al culto a seguito di uno smottamento del terreno di fondazione, verificatosi nel settembre del 2009, che ha determinato l’apertura di tre grandi voragini, una delle quali interna alla stessa chiesa. Sono anche previsti il restauro delle parti decorative – cornici, fregi e lesene interne ed esterni – e il restauro di opere quali pavimenti artistici d’epoca, marmi degli altari, balaustre, di dipinti e statue». Centrale il ruolo dei cittadini e delle associazioni, che pochi mesi fa riescono a convocare un incontro pubblico svolto al Suor Orsola Benincasa, cui partecipa anche l’architetto Russo, del Provveditorato alle Opere Pubbliche. Fu in quella sede che l’architetto promise l’inizio dei lavori per l’estate 2014, anche se di impalcature e cantieri, per ora, nemmeno l’ombra. Ma Salzano non demorde: «Il 28 luglio si apriranno le buste per l’assegnazione dei lavori di ristrutturazione. Premeremo perché questi inizino a settembre, in contemporanea con il centenario della nascita di Antonio Altamura, che qui vicino abitò per gran parte della sua vita».
RECUPERO SOCIALE – Ma, come sottolinea anche Salzano, recuperare la zona del Poggio alle Mortelle non significa solo mettere mano a stucchi, decorazioni e fregi; significa anche restituire socialità a un luogo altrimenti degradato in pieno centro storico, dove i cittadini chiedono sicurezza, vivibilità e decoro, ma anche punti di aggregazione, spazi per condividere progetti ed esperienze. Dal “togliere i giovani dalla strada”, come si suol dire, attraverso le attività della parrocchia, al sentire un senso di appartenenza storico e culturale: la chiesa di San Carlo alle Mortelle è un luogo simbolo, una memoria storica che resistere e non vuole crollare assieme a quel pavimento del Settecento. «È ovvio che, in questo processo, i cittadini debbano trovare una macchina amministrativa più efficiente e veloce – sottolinea Salzano – la zona va riqualificata, e questi sono piccoli gesti che possono davvero contribuire in questa direzione. Il 18 settembre apporremo anche una lapide, accanto a quella dedicata a Domenico Morelli, sull’edificio attiguo alla chiesa. Vogliamo ricordare il centenario della nascita di Antonio Altamura, scrittore e letterato che tanto ha dato alla nostra città». Piccoli gesti, piccoli passi in avanti, che cancelleranno, si spera, l’obbrobrio di una chiesa Barocca attorniata da cassonetti ricolmi di immondizia e auto in doppia fila. 

25 Luglio 2014

(Ripubblico l'articolo ripreso su Campania web pubblicato lo scorso giorno 25 Luglio incomprensibilmente scomparso dal Blog)

martedì 22 luglio 2014

Noi ci stiamo



Al grido di Io ci sto  centinaia di persone collegate su FB, questo tanto bistrattato mostro che riesce a far parlare le persone anche senza conoscersi, hanno aderito alla proposta di aprire una libreria al Vomero, zona collinare di Napoli, per reagire alla chiusura di alcune librerie storiche creando un vuoto in un territorio ad alta densità abitativa.

La chiusura di punti vendita di libri è un fenomeno che non riguarda soltanto una parte della città e non solo questa città. 

La crisi riguarda anche il mondo dell'editoria in genere e le librerie nello specifico anche in considerazione che da tempo le grandi catene come Feltrinelli hanno dato un diverso assetto ai punti vendita creando spazi di lettura e di intrattenimento, luoghi di presentazione di libri e dischi, conferenze e dibattiti.

La mancanza di disponibilità economiche non ha consentito ai librai di investire e trasformare luoghi di sola vendita in spazi di cultura, di approfondimento e, non certamente ultimo, i canoni di locazione più accessibili a punti di ristoro e vendita di panini e patatine.

Ieri al grido di Io ci sto , migliaia di persone si sono date appuntamento in piazza fuga e via Cimarosa per festeggiare un avvenimento unico nel suo genere, una intuizione di Ciro Sabatino, Presidente di Io ci sto che può segnare l'inizio di una nuova era, un azionariato popolare che contribuirà alla rinascita culturale della città, abbandonando piagnistei e richieste di contributi pubblici che le casse dei Comuni svuotate da politiche scellerate dei vari Governi succedutisi in questi ultimi vent'anni non possono più soddisfare.

I cittadini, quelli del fare e non della sola denuncia o dei no-comunque, si riappropriano del diritto basilare di ogni comunità che voglia contare ed esserci, si riappropriano della cultura senza la quale non ci sarà Sindaco o Amministrazione delle più capaci che potrà risollevare le sorti della città che è stata faro della cultura nel Mediterraneo e centro di riferimento culturale d'Europa.

Ancora una volta registriamo che quando i cittadini sono chiamati per essere coinvolti su proposte e progetti concreti e di interesse collettivo per il bene comune, la risposta c'è e Noi ci stiamo


venerdì 4 luglio 2014

                Oltre  28.000 contatti

                              grazie

giovedì 3 luglio 2014

Dalle scale San Pasquale a Piazza Carlo III

(foto Ketti Martino)
Si è conclusa con la serata di stasera, VEDUTA LEOPARDI, sette incontri dedicati al Poeta di Recanati che Napoli custodisce tra i suoi più preziosi tesori.

Un omaggio dei poeti napoletani che si sono dati appuntamento per sette Giovedì di fronte a quella che è stata una delle abitazioni di Giacomo Leopardi, una manifesta nata su iniziativa di Costanzo Ioni per l 'Associazione Futura che da molti mesi sta focalizzando il proprio impegno per la rinascita dei Quartieri Spagnoli e del centro antico con un entusiasmo ed una partecipazione di giovani e meno giovani davvero straordinaria.

Veduta Leopardi per sottolineare come la vista che si gode dal Corso Vittorio Emanuele verso Palazzo Cammarota, seconda abitazione napoletana del Poeta dopo quella di via San Mattia, sia uno sguardo sulla città ricca di storia che di frequente i turisti incantati fotografano per carpirne immagini uniche  da portare a casa.

E su queste scale che dal Corso Vittorio Emanuele portano ai quartieri Spagnoli , Costanzo Ioni con l'Associazione Futura con il suo Presidente Ezio Aliperti hanno voluto realizzare un progetto apparentemente modesto ma carico di significato nell'ambito del Maggio dei Monumenti che l'Assessorato alla Cultura del Comune, nonostante la nota mancanza di risorse, ha attuato un nutrito e vasto programma di tutto rispetto.
(foto V.Villarosa)

L'evento si concluderà il prossimo Lunedi 7 presso l'Albergo dei Poveri in Piazza Carlo III con la bella voce e la chitarra di Francesco Cuomo  che ha accompagnato anche tutte le sette serate con le antiche melodie napoletane e la partecipazione di Ernesto Nocera, colui che ha allietato il finale degli incontri e che non mancherà di far ascoltare la sua voce con il suo canto appassionato anche per la serata finale.

Un evento che ha dimostrato,ove mai ce ne fosse stato bisogno, che quando vengono proposte iniziative valide e rientranti in un progetto più complessivo di recupero e valorizzazione della memoria storica di una città per preservarne e far conoscere il suo grande patrimonio, la partecipazione e la condivisione dei cittadini è certa e fortemente appassionata.     

martedì 1 luglio 2014

L'estate è appena cominciata

POGGIO DELLE MORTELLE/1 : lavori di ristrutturazione della Chiesa


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Ho già riferito nelle settimane scorse dell'incontro avuto con l'Architetto Russo del Provveditorato alle OO.PP. e dell'esito del colloquio.

E' quindi evidente che l'inizio dei lavori di ristrutturazione della Chiesa ormai chiusa da quasi cinque anni non avverrà oggi come ipotizzato dal  countdown che abbiamo voluto cominciare cento giorni fa forti delle dichiarazioni del citato dirigente in occasione dell'incontro tenutosi presso l'Università Suor Orsola Benincasa.

In verità l'Architetto Russo parlò di questa estate ma noi ottimisti irriducibili pensammo all'inizio astronomico della bella stagione , anzi a qualche giorno dopo.

L'estate è appena cominciata ma ora abbiamo voluto riprendere il conteggio... all'inverso per vedere quale giorno d'estate vedremo  aprire il cancello della Chiesa con l'installazione del cantiere e allora solo allora cominceremo a sperare in una conclusione positiva di una odissea senza fine sperando di non dover cantare i versi di una vecchia canzone dei Righeira ....l'estate sta finendo....




lunedì 30 giugno 2014

La Fondazione Mondragone e la Stazione dei Carabinieri

 Con comprensibile commozione, noi del Comitato Rampe Brancaccio e adiacenze (di cui da oltre vent’anni io Rosetta Rossi Lando, sono portavoce e responsabile), apprendiamo che viene dedicata, nella Municipalità di Scampia, una sala in ricordo di Maurizio Estate. Per noi che lo abbiamo conosciuto ragazzo, attivo collaboratore del padre nel loro apprezzatissimo autolavaggio all’inizio delle Rampe Brancaccio, per noi che Maurizio è stato il simbolo, l’esempio d’impegno ed eroismo civico, e vittima in difesa di un cliente aggredito per un rolex, per noi Maurizio resta anche un punto di riferimento e di partenza per quanto, anche in suo nome, abbiamo ottenuto.
Infatti, verso la fine degli anni Ottanta, la nostra zona, dal Cinema della Palme alle varie vie di accesso ai Quartieri Spagnoli, era diventata luogo ad alto rischio e nota invivibilità. Anche nel nome di Maurizio Estate riuscimmo ad ottenere – allora Ministro degli Interni Giorgio Napolitano - l’auspicata realizzazione della Stazione dei Carabinieri Quartieri Spagnoli, presso lo storico Istituto Mondragone, con molteplici positivi risultati.
La Fondazione Mondragone poté essere ristrutturata e diventare prestigioso Museo della Storia del Costume, continuamente arricchito da importanti donazioni di illustri privati e sede di importanti manifestazioni socioculturali. La presenza dei Carabinieri ha dato una maggiore sicurezza e vivibilità a tutta la zona anche per il prestigio che l’Arma storicamente comporta. Vivemmo un po’ più tranquilli.
Non sto a dilungarmi, ma devo ora riportare un drammatico grido di allarme poiché, per vari e confusi motivi, si parla di eliminare o spostare la Stazione dei Carabinieri per la quale ci siamo tanto impegnati e che è tanto indispensabile per un territorio che è sempre ad altissimo rischio e per il quale non vorremmo avere altri Maurizio Estate, alla cui lapide in triste memoria nel luogo in cui fu ucciso dedichiamo sempre un caro ricordo.
A nome del Comitato Rampe Brancaccio e Adiacenze

Rosetta Rossi Lando
Maria Concolato Palermo


Napoli, 17 giugno 2014
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Tempo fa chiesi ala Fondazione Mondragone,unitamente all'Associazione Futura di poter utilizzare la sal conferenze per l'incontro tenutosi poi all'Università Suor Orsola Benincasa per fare il punto sulle note  tematiche relative alla zona di San Carlo alle Mortelle ricevendone un rifiuto non essendoci alcun responsabile della struttura che, tra l'altro, non pagava da mesi gli stipendi ai suoi dipendenti.
Questa stessa Fondazione , come si evince dalla lettera inviata a Il Mattino da cittadine impegnate sul territorio in vario modo per la valorizzazione e la tutela della zona ed anche a noi vicine, risulta aver inviato lo sfratto per morosità all'Arma dei Carabinieri e, quindi, con la reale possibilità di perdere a breve il presidio in piazza Mondragone.
Oggi Il Mattino riporta l'intervento del Presidente della Municipalità che fa appello alla Regione affinchè intervenga per risolverela questione.
La Regione dovrebbe intervenire non solo per scongiurare uno sfratto che creerebbe seri problemi ma dovrebbe affrontare con decisione e farci capire se la Fondazione intende operare come a suo tempo annunciato in pompa magna oppure deve essere uno dei tanti Enti stipendifici che fanno solo danno alla Comunità ed ale tasche dei contribuenti.
Mi auguro che possa essere questa una buona occasione per affrontare radicalmente la questione e che la Fondazione possa essere anche punto di riferimento al servizio del territorio in uno con le tante iniziative ad opera di Associazioni e privati cittadini per la valorizzazione della zona ed il recupero della sua identità storica. 
POGGIO DELLE MORTELLE/1 : lavori di ristrutturazione della Chiesa


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venerdì 20 giugno 2014

Omaggio a Raffaele Viviani

"In occasione de Le Isole Si Accendono si realizza in anteprima la connessione fra due luoghi simbolici della città di Napoli: l'abitazione di Giacomo Leopardi in Palazzo Cammarota e la casa di Raffaele Viviani. I due edifici distano fra loro poche centinaia di metri, Palazzo Cammarota si trova nei Quartieri Spasgnoli fra via Nuova S. Maria Ognibene e Via Croci S. Lucia al Monte ed è visibile dalla cima delle scale di San Pasquale che lo collegano al Corso Vittorio Emanuele, la casa di Raffaele Viviani si trova invece in Corso Vittorio Emanuele di fronte alle monumentali scale Filangieri che conducono a Montesanto. Sono entrambi luoghi da cui si gode un panorama indimenticabile, da un lato il golfo racchiuso fra Capri, penisola sorrentina, Vesuvio e  Posillipo, dall'altro la città stessa con lo scenario lontano dell'appennino. Sulle scale San Pasquale da maggio e fino al 3 luglio è in corso un omaggio a Giacomo Leopardi con letture che si tengono ogni giovedì alle ore 18. Per Le Isole Si Accendono di sabato 21 giugno le associazioni Futura e SOS hanno invece promosso un omaggio a Raffaele Viviani con la partecipazione di diversi autori che a partire dalle ore 19 si vedranno presso la sede di SOS che si trova di fianco alla fermata del Corso della funicolare di Montesanto, alle ore 21 è prevista una lettura collettiva sulle vicine scale Filangieri"

Un susseguirsi di iniziative che ancora una volta fanno ben sperare per il recupero della memoria storica e culturale di una città che non sembra proprio voler sottostare al decadimento che da anni ha pervaso il Paese intero travolgendo tutto e tutti e Napoli che in quanto a vivacità culturale non ha nulla da imparare ,anch'essa con il contributo di una classe politica non all'altezza della sua storia e del suo potenziale ha ceduto alla volgarità, al qualunquismo ed a quanto di peggio proposto per solo interesse di squallidi personaggi, cricche e cricchette.

Queste iniziative come quella ancora in corso e che terminerà Giovedi 3 Luglio che ha visto la partecipazione di poeti noti e meno conosciuti, giovani,giovanissimi e meno giovani ed un pubblico numeroso ma soprattutto attento e interessato alla sostanza dei contributi omaggio al grande Poeta.

Un successo che ha convinto l'ecclettico Costanzo Ioni con l'Associazione Futura di proseguire sulla strada tracciata e fondere in un unico grande tributo due anime della poesia diverse ma tanto amate.

Il Poeta del popolo, dell'anima più vera di Napoli, Raffaele Viviani omaggiato per una sera nei pressi della sua abitazione a pochi passi da quella di Leopardi.
Iniziative fortemente volute che seguono quelle per San Carlo alle Mortelle e che tra meno di tre mesi celebrerà il centenario della nascita dello scrittore e studioso dell'anima di Napoli Antonio Altamura.

La rinascita e il recupero del ventre di Napoli non può avvenire solo intervenendo sulle strutture, sulla riqualificazione dei territori ma cominciando dal recupero del suo patrimonio culturale senza il quale non potrà esserci speranza di ripresa del suo tessuto sociale.

Devono essere i cittadini, le associazioni ad impadronirsi di ciò che appartiene alla città con iniziative che rientrino in un quadro complessivo di recupero dell'identità culturale della città e l'Amministrazione non deve far mancare il suo supporto, la sua presenza senza lungaggini burocratiche in particolare quando i cittadini non chiedono risorse e contributi vari.

lunedì 16 giugno 2014

Notizie dal Provveditorato alle Opere Pubbliche

POGGIO DELLE MORTELLE/1 : lavori di ristrutturazione della Chiesa


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Abbiamo parlato stamane con l'Arch.Russo del Provveditorato alle Opere Pubbliche al quale abbiamo chiesto informazioni sullo stato della pratica.

Ci ha riferito che il 2 Luglio ci sarà un comitato per l'approvazione e quindi il bando di gara che dovrebbe esaurirsi entro lo stesso mese di Luglio e, quindi, cominciare i lavori entro questa estate.

Da parte nostra continueremo a seguire l'evolversi del faticoso cammino che speriamo davvero di poterne riferire dell'esito positivo.


sabato 7 giugno 2014

Poesia tra le scale

(foto Villarosa)
Terzo appuntamento davanti palazzo Cammarota per omaggiare il Poeta che nel suo peregrinare in varie città d'italia scelse Napoli per trascorrervi gli ultimi brevi anni della sua esistenza.
Nuovamente grande partecipazione di pubblico attento ad ascoltare poeti giovanissimi e meno giovani con le gradite e purtroppo poche interruzioni musicali del bravo Francesco Cuomo  che ha riproposto alcune tra le più belle melodie del repertorio classico napoletano.

Ha ragione Giovanni Formisano, Consigliere del Comune di Napoli sempre presente  a tutte le nostre iniziative , che se manifestazioni culturali  come quella ideata da Costanzo Ioni realizzata dall'Associazione Futura avessero luogo in qualunque altra città, se ne darebbe risalto ed evidenziate come straordinarie occasioni culturali mentre in questa città rientrano in una normalità e in una "ordinarietà culturale" e riempie il cuore osservare decine di persone attente ad ascoltare la voce dei poeti che tutti i giovedì declamano i loro versi  indirizzandoli verso palazzo Cammarota dove Giacomo Leopardi compose alcune delle sue più belle opere divenute  patrimonio dell'umanità.

(foto Villarosa)
Particolarmente interessanti e gradevoli le poesie di Floriana Coppola i cui versi hanno per alcuni minuti ricordato le tante poesie sul tema della detenzione, dei manicomi criminali e delle sofferenze umane in quei contesti raccontate dal poeta Alfredo Bonazzi, il poeta che il Montale amava definire una delle più belle voci della poesia del 900.

Le belle poesie scritte da Salvatore Di Giacomo recitate con voce e cuore di Ernesto Nocera che come sempre ha ravvivato la serata.

(foto Villarosa)
Sotto la guida attenta, appassionata  e scrupolosa di Costanzo Ioni, continueranno gli incontri del Giovedì, magari con qualche verso in musica in più di Francesco Cuomo con le poesie immortali scritte e musicate dai grandi protagonisti della cultura musicale classica napoletana.






(foto Villarosa)
"....Si racconta che la poca simpatia del Leopardi nei confronti degli intellettuali abituali frequentatori dei caffè di san Ferdinando dipendesse anche da un soprannome che questi gli affibbiarono : “'O RANAVUOTTOLO”, il rospo che negli anni è stato interpretato unicamente come la somiglianza tra il non bell'aspetto del poeta e l'animale.

L'Altamura nel suo dizionario napoletano e nella sua opera “i proverbi napoletani"  tratta dell'antico detto napoletano :” 'O ranavuottolo chiagne quanne fa bon tiempo, ovvero la ranocchia è pessimista e perciò piange col sole perché sa che dopo il sole verrà la pioggia e ciò si adatta a coloro che non sanno godere di un momento di gioia già prevedendo gli inevitabili momenti tristi che verranno dopo.”

Diversamente sarà stato l'appellativo attribuitogli dal popolo dei quartieri, di via San Mattia, di via Cedronio,via Speranzella via Santa Maria Ognibbene , di sicuro 'O scartellatto“, il gobbo, certamente non inteso ad offendere, in quanto nella cultura napoletana è sinonimo di fortuna, buon auspicio (nella rappresentazione maschile) e il Poeta che era amante del gioco del lotto non disdegnava a consigliare qualche numero a chi gliene faceva richiesta, e che qualcuno forse salutandolo e ringraziandolo nel poggiargli la mano sulla gobba gli diceva bona jurnata ' on giacumì, bona salute signurì, no po CUFFIA', non per deriderlo ma in segno di rispetto e di ossequio a chi è del quartiere .
Ed era questa la Napoli che Leopardi amò e mi piace ricordare le sue ultime parole in punto di morte rivolte all'amico di sempre Antonio Ranieri "Addio, Totonno, non veggo più luce" Totonno come affettuosamente ogni buon napoletano si rivolge all'amico di nome Antonio." ( dal mio intervento alla terza serata)




martedì 3 giugno 2014

VEDUTA LEOPARDI : Giovedì 5 Giugno


 
Veduta Leopardi (tertium non satur) di giovedì 5 giugno è il terzo incontro della rassegna di poesia dedicata a Giacomo Leopardi che si svolgerà sulla Scala San Pasquale fino al 26 giugno.

Gli autori che interverranno sono: Floriana Coppola, Paola D'Agnese, Carmine De Falco, Enrico Fagnano, Giovanna Marmo, Lory Nugnes, Enza Silvestrini, Matteo Tafuto, Salvatore Di Natale. Interventi critici di Antonio Salzano, poeti della tradizione scelti da Ernesto Nocera, intermezzi musicali di Francesco Cuomo. La lettura comincerà alle ore 18.

La manifestazione è compresa nel Maggio dei Monumenti-Forum delle Culture e nel Giugno Giovani del Comune di Napoli.

lunedì 2 giugno 2014

POGGIO DELLE MORTELLE /1 : lavori di ristrutturazione della Chiesa

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mercoledì 28 maggio 2014

VEDUTA LEOPARDI : seconda serata


Giovedi 29 Maggio seconda serata di VEDUTA LEOPARDI, iniziativa dell'Associazione Futura per Maggio dei Monumenti 2014 da un'idea di Costanzo Ioni.

Ingresso P.zzo Cammarota

Dopo il successo di Giovedì scorso con la partecipazione di numerosi poeti napoletani, altri renderanno omaggio domani alle ore 18,00   a Giacomo Leopardi di fronte Palazzo Cammarota dove per alcuni anni il Poeta abitò
(Scala San Pasquale fra Corso Vittorio Emanuele e via Croci Santa Lucia al Monte).



via S.Maria Ognibene


lunedì 26 maggio 2014

Libero Bovio





            Libero Bovio

              26.5.1942 - 26.5.2014




                         Reginella
                 ( Bovio - Lama)




Te si' fatta na vesta scullata,
nu cappiello cu 'e nastre e cu 'e rrose
stive 'mmiez'a tre o quatto sciantose
e parlave francese...è accussí?
Fuje ll'autriere ca t'aggio 'ncuntrata
fuje ll'autriere a Tuleto, 'gnorsí
T'aggio vuluto bene a te!
Tu mm'hê vuluto bene a me!
Mo nun ce amammo cchiù,
ma ê vvote tu,
distrattamente,
pienze a me!
Reginè', quanno stive cu mico,
nun magnave ca pane e cerase
Nuje campávamo 'e vase, e che vase!
Tu cantave e chiagnive pe' me!
E 'o cardillo cantava cu tico:
"Reginella 'o vò' bene a stu rre!"
T'aggio vuluto bene a te!
Tu mm'hê vuluto bene a me!
Mo nun ce amammo cchiù,
ma ê vvote tu,
distrattamente,
pienze a me!...
Oje cardillo, a chi aspiette stasera?
nun 'o vvide? aggio aperta 'a cajóla!
Reginella è vulata? e tu vola!
vola e canta...nun chiagnere ccá:
T'hê 'a truvá na padrona sincera
ch'è cchiù degna 'e sentirte 'e cantá
T'aggio vuluto bene a te!
Tu mm'hê vuluto bene a me!
Mo nun ce amammo cchiù,
ma ê vvote tu,
distrattamente,
pienze a me!


venerdì 23 maggio 2014

Magia di versi e musica


Una bella serata di poesia e 


canzoni del repertorio 

classico 

napoletano dedicata a 

Giacomo Leopardi








Prossimi incontri:

29 Maggio

5, 12, 19, 

26 Giugno


ore 18