Francesco
Mastriani, questo straordinario scrittore (Napoli,23.11.1819
–Napoli, 7.1.1891),
vissuto nella casa paterna ai quartieri spagnoli, in via Concezione a Montecalvario, 52
prima di trasferirsi alla salita Infrascata, ha saputo più d’altri
cogliere gli aspetti più profondi della Napoli del suo tempo,
dell’’800.
Riporto
un breve stralcio di un suo scritto tratto da
il Natale in Napoli – La novena che
introduce il tema del Natale a Napoli riportando indietro la nostra
memoria tra ricordi e commozione.
…..Gran
festa si mena nelle famiglie quando incominciano le dette novene :
spesso gli stessi zampognari che han fatto la novena in una famiglia
negli anni scorsi si presentano per l'anno che corre, e trovano
sempre quell'affettuosa accoglienza che ad antichi amici suol farsi.
Proverbiale è la bontà del cuore dei napolitani, egli amorevoli
sentimenti che nutrono verso i poveri e la minuta onesta gente.
I
ragazzi , al vederli comparire, saltan di piacere, che rimembrano le
feste, il presepe, il regalo, i dolci del Natale, le castella di
nocciuole, e tante altre care gioie di quella età così bella, così
innocente, così spensierata, e che poscia diventano nel corso di
tutta la vita, le più soavi ricordanze.
Vedi i più grandetti
aggrupparsi intorno a' due uomini del presepe, chieder loro
d'imboccar il becco maggiore della cornamusa per trarne un suono
,ovvero divertirsi a batter colle dita l'otre che si va enfiando pel
fiato che le caccia dentro il rubicondo suonatore;altri starsene
dietro al cennamellaro, imitando grottescamente il suonare che quegli
fa del rustico istrumento; i bimbi da latte si appaurano al sentir le
prime note acutissime del campestre clarino ,e si rifugiano nel seno
della madre o della balia. Intanto quegli accordi che risuonarono
alle nostre orecchie fin da' primi anni della nostra vita ne giungon
sempre graditi in qualunque età, e sovente spremon sulle nostre
ciglia una lagrima ripensando a' genitori o a' parenti co' quali
dividevamo le gioie del Natale, e che tanto ne abbellivano il ritorno
con le testimonianze del loro affetto.
All'ultimo
giorno della novena,sia dell'Immacolata che del Natale, non sì tosto
gli zampognari han finito di suonare in una bottega,o al canto d'una
strada, senti da' monelli circostanti gridare a piena gola ;
Pava,pava (paga,paga).
Questa parola nè diretta al padrone
dell'Immagine, innanzi alla quale gli zampognari han suonato durante
la novena, e gli comanda di dare a costoro la dovuta mercede, la
quale viene ordinariamente accompagnata dal classico mostacciolo, e
dal consueto susamiello (specie di dolciume natalizio con
pasta di miele, che ordinariamente ha la foggia d'una S).
Gli
zampognari si accomiatano, augurando buone feste, accaparrandosi
per l'anno venturo....”
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NOTIZIE
L'Associazione Futura, su segnalazione di alcuni cittadini del quartiere, ha richiesto ai competenti uffici, la potatura degli alberi al Corso Vittorio Emanuele, altezza Funicolare Centrale, stazionamento Taxi, l'installazione di una panchina in p.tta Cariati in prossimità dell'edicola di giornali e la verniciatura del corrimano centrale della scala che dal Corso V.E. porta in San Carlo alle Mortelle.
I giovani dell'Associazione Futura si sono resi disponibili ad effettuare detta lavorazione.