lunedì 23 gennaio 2012

Eleonora Pimentel Fonseca e la Repubblica Napoletana


23 Gennaio 1799, nasce la Repubblica Napoletana che vedrà,però, la fine dopo pochi mesi ,l’8 Luglio 1799

Elemento di spicco fu Eleonora Pimentel Fonseca, scrittrice e giornalista che diresse il Monitore Napoletano, giornale ufficiale del Governo provvisorio.
Abitò per un breve periodo in San Carlo alle Mortelle dove nella omonima Chiesa seppellì il suo unico figlio Francesco nato dallo sfortunato matrimonio con Pasquale Tria de Solis,capitano dell’esercito napoletano e dal quale si separò otto anni dopo a seguito anche delle percosse ricevute che le procurarono l’interruzione della seconda gravidanza.
Per i suoi ideali Repubblicani, fu arrestata ed impiccata il 20 Agosto del 1799 in Piazza Mercato e prima di morire citò Virgilio : Forsan et haec olim meminisse juvabit  ,  Forse un giorno gioverà ricordare tutto questo.

"Risente, ansando come un incubo, le note fonde, paurose, della “Messa da Requiem” di Mozart, alle Mortelle l’aveva resa quasi pazza. Dopo una settimana dalla morte del bambino (l’andava a trovare quotidianamente nella parrocchia di San Carlo, dove un quadratino di marmo grigio sul pavimento, all’angolo della navata sinistra, ne segnava il nome e la fredda dimora sotterranea) due volte al giorno, pomeriggio e sera, dalla chiesa giungevano, puntuali, i funebri accordi d’organo….Cominciò allora a diventare vecchia: grigia nelle tempie, scavata nelle guance, curva, smagrita, l’odioso petto cascante, vizzo. Restava giorni senza mangiare. Trovava forza il pomeriggio per andare in chiesa, al quadratino" ( da Il resto di niente di Enzo Striano  Loffredo Editore)



5 commenti:

  1. Laura Mocellin23 gennaio 2012 19:14

    Una vicenda tristissima, tragica, poco nota,perche' poco o nulla viene tramandato della vita e dell'operato di queste donne fiere e determinate a portare avanti scelte difficili, straordinarie,in epoche di soprusi, ingiustizie e sottomissioni.Donne che hanno saputo nelle condizioni più avverse affermare la propria personalità e volontà,il proprio talento e intelligenza. Penso anche ad un'altra donna artista come Artemisia Gentileschi, stuprata, vessata, ignorata per secoli,poi finalmente valorizzata come uno dei migliori e originali, drammatici talenti pittorici della sua epoca.Sono orgogliosa e grata,colpita e commossa di fronte a queste vite che danno straordinaria dignità e lustro al mondo femminile, in un'epoca, la nostra, dove ancora la donna viene stuprata, uccisa, perseguitata e trattata come merce di scambio.
    Laura Mocellin

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  2. Ringrazio la mia grande amica Laura Mocellin, fine intellettuale, sempre attenta e sensibile a queste problematiche e che mi risulta segua sempre con attenzione questo Blog conoscendo il suo grande amore per Napoli e la sua gente.
    Quando vorrà rendermi felice di trascorrere qualche giorno tra di noi,la condurrò tra i meandri dei quartieri spagnoli e la città sotterranea misteriosa.
    Sarà difficile trascinare anche il marito, mio grande fraterno amico Poeta, tra i più amati da Montale.
    Grazie e un caro saluto

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  3. Giorgina Busca Gernetti
    Signora di gran valore.

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    1. Molte grazie, gentile Anonimo. Preferisco, però, chi si firma senza timore (?)..
      Giorgina Busca Gernetti

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    2. Chiarisco l'equivoco: purtroppo quando "anonimo"è una formula che esce in automatico nei commenti anche quando poi compare la firma. Grazie comunque del chiarimento

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