mercoledì 12 dicembre 2012

Quando era Natale


Non c’è più la Napoli di Mastriani, questo straordinario scrittore, vissuto nella casa paterna in via Concezione a Montecalvario, 52  prima di trasferirsi alla salita Infrascata, che ha saputo più d’altri cogliere gli aspetti più profondi della Napoli del suo tempo, dell’’800. La descrizione che fa del periodo natalizio a Napoli , della quale ne riporto a parte un piccolo estratto,  è, anche se con toni diversi, quello impresso nei miei ricordi degli anni dell’infanzia,dell’adolescenza.

Le strade dei quartieri, il mercato del pesce di via Santa Brigida, erano tutto un grande addobbo, una immensa esposizione dei prodotti di terra e di mare , grandi parate ,proprio come ben descrive il Mastriani, con luci prodotte da lampadine giganti, fino a notte e tutto restava in esposizione con la veglia del padrone o di suoi familiari. Le vasche in legno verniciate d’azzurro all’esterno, con acqua corrente, piene di capitoni ed anguille, le parate  all’esterno delle salumerie con ogni ben di Dio, e quelle dei fruttivendoli con gli agrumi a farla da padrone. Era come una gara tra commercianti della stessa strada, dello stesso quartiere, la salumeria di Don Ciro ed Enzo con quella più grande dell’altro Ciro, Marchitelli, i fruttivendoli  Don Ciccillo prima ambulante in via San Carlo alle Mortelle e poi nel negozio di piazzetta Mondragone con addobbi che arrivavano al di sotto del balcone del primo piano, le vetrine delle pasticcerie da Miranda a Taranto e alla magnifica pasticceria Principe al Corso con l’ esposizione dei dolci tipici : roccocò, pasta reale, cassate, cassatine, mustacciuoli, raffiuoli, struffoli e panettoni Motta e Alemagna.
Una gran festa che durava dall’Immacolata ai primi di Gennaio,una gran festa che si è andata spegnendo negli anni e non  solo per motivazioni dovute alla crisi, perché negli anni del Mastriani, negli anni della nostra adolescenza le risorse non erano poi così abbondanti, per niente, ma c’era uno spirito di semplicità e tanta voglia di vivere tutto ciò che realmente contava per star bene con se stessi e con gli altri ma il discorso è ben più ampio……
(Na,23.11.1819-Na,7.1.1891)

Da Il Natale in Napoli di Francesco Mastriani

“…Fin da’ princìpi della novena di Natale i venditori di frutte fanno la così detta parata,vale a dire che davanti alle loro botteghe innalzano un edificio di seccumi e di frutte fresche;le colonne di questo tempio sono circondate di frondi, e spesso alberi  giganteschi ne sostengono la mole;nell’interno di questo recinto tu scorgi trofei di uva e di mele,archi di uve passe, stelle di fichi secchi,piramidi di agrumi, baldacchini di noci e di vecchioni,ed una formidabile artiglieria di pine. Accanto a questi magnifici parati si spiegano le ceste de’ pescivendoli, nelle quali vedi guizzare il sire de’ pesci del Natale, il capitone con sua moglie l’anguilla, e poi cernie,calamaretti,cefali,cefali,lagoste,merluzzi,e tutta quanta la generazione degli abitanti del mare. Più lungi i volatili di ogni specie vengono a pagare con la loro vita il tributo alla più grande e solenne delle feste napoletane: migliaia e migliaia di capponi,ligati pe’ pedi a gruppi,ingombrano quasi tutte le vie della Capitale, destinati a funzionare sulle mense la mattina del Santo Natale……….

...La mattina della Vigilia di Natale Napoli non è che una immensa cucina, siccome la sera non è che un immenso banchetto. Quasi ad ogni canton di strada vededi un arsenale di tronaro vale a dire, un venditore di fuochi di artificio .Tutt’i trovati de’ moderni artiglieri non reggono al paragone delle botte  inventate per festeggiare il Natale: ce n’è di ogni dimensione, di ogni nome di ogni forza,di ogni rumore e di ogni colore. Fulmini innocenti, nunzi di pace e no in di guerra,il folgore e il tuono primeggiano tra i colpi ….”


19 commenti:

  1. Nunzio Alfano
    MI MANCA MOLTO IL NATALE E CAPODANNO A NAPOLI....CIAO ANTONIO

    RispondiElimina
  2. Glauco Narciso
    come sempre eccellente!

    RispondiElimina
  3. Costantino Longano12 dicembre 2012 15:01

    Quel profumo che non c'è più....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, caro Costantino, profumo in tutti i sensi

      Elimina
  4. caro antonio bellissimo sempre quello ke leggo e anke cio' ke vedo......la mia piazzetta , quel disegno dietro, a cui non avevo fatto manco caso, mi son venute le lacrime, per tutto, per tutto
    un abbraccio e grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Bruna di avere la pazienza e l'amabilità di seguirmi.Ciao ed un abbraccio anche a te

      Elimina
  5. Glauco Narciso
    fai una raccolta e pubblicali, inserendo "Gennarino o' bersagliere"... ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Glauco, quando raccoglierò un po' di notizie in più sul bersagliere lo farò senz'altro perchè sin'ora ho avuto solo frammenti scarni. Per la pubblicazione c'ho pensato ma è bene raccogliere altro materiale. Grazie si seguire questo tentativo di custodia della memoria di noi fortunati....

      Elimina
  6. Giulio Narciso
    descrizione evocativa ed elegante..complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Giulio, grazie anche a te delle belle parole

      Elimina
  7. Adolfo Tavernier
    non si vedono i capitoni che sgusciano tra i compratori, le montagne di olive, i roccoco e i susamielli, fammeli vedere!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. seguiranno alcuni articoli sulle usanze culinarie del Natale che fu.....

      Elimina
  8. Giorgina Busca Gernetti
    Bellissima descrizione di un mondo che non esiste più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie...e detto da una intellettuale come Lei mi fa particolarmente piacere

      Elimina
    2. Giorgina Busca Gernetti
      Grazie per l' "intellettuale". Amo Napoli, l'ho visitata varie volte oppure ci sono passata "al volo" dall'aeroporto verso luoghi limitrofi. Indirettamente so come vi si vive oggi grazie a una mia amica napoletana ("intellettuale" anche lei) che mi descrive la vita attuale. Ora sta scrivendo un libro proprio su Mastriani.

      Elimina
  9. Luciano Trimarco
    Il quadro della napoli che fu è bellissimo.Grazie Antonio.Con l'occasione ti invito ad ammirare l'albero di Natale del nostro amico " esodato" di S. Carlo alle Mortelle.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, caro avvocato, Il quadro di cui parli lo fotograferò ma forse è l'unica triste continuità di una povertà che cambia modalità ma sostanzialmente ne conserva tratti tragici e tratti comici.

      Elimina
  10. Dusty Sydenham
    Il valore delle tradizioni che la nostra epoca senza accorgersene sta ormai perdendo....Importante ricordare alcuni pezzi salienti della nostra storia delle tradizioni popolari....Viene voglia di ritornare a quei tempi magnifici...fatti di cuore e solidarietà!!....Grazie Antonio!

    RispondiElimina