venerdì 19 aprile 2013
giovedì 18 aprile 2013
America's Cup : le foto di una giornata
Stupendamente bello,scenario stupefacente e grande rammarico per quello che la nostra città potrebbe essere.
Bruno Rippa
Perchè potrebbe ? Ne hai apprezzato oggi un piccolo tassello di quello che è.
Grazie per le belle foto
Antonio Salzano
mercoledì 17 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
domenica 14 aprile 2013
Totò : 15.4.1967 - 15.4.2013
Antonio De Curtis in arte
Totò, amava particolarmente gli animali ed al suo cane dedicò anche una poesia
Tengo ‘nu cane ch’è
fenomenale,
se chiama “Dick”, ‘o voglio bene assaie.
Si perdere l’avesse? Nun sia maie!
Per me sarebbe un lutto nazionale.
Ll ‘aggio crisciuto comm’a ‘nu guaglione,
cu zucchero, biscotte e papparelle;
ll’aggio tirato su cu ‘e mmullechelle
e ll’aggio dato buona educazione.
se chiama “Dick”, ‘o voglio bene assaie.
Si perdere l’avesse? Nun sia maie!
Per me sarebbe un lutto nazionale.
Ll ‘aggio crisciuto comm’a ‘nu guaglione,
cu zucchero, biscotte e papparelle;
ll’aggio tirato su cu ‘e mmullechelle
e ll’aggio dato buona educazione.
Gnorsì, mo è gruosso.è
quase giuvinotto.
Capisce tutto… Ile manca ‘a parola.
è cane ‘e razza, tene bbona scola,
è lupo alsaziano,è polizziotto.
Capisce tutto… Ile manca ‘a parola.
è cane ‘e razza, tene bbona scola,
è lupo alsaziano,è polizziotto.
Chello ca mo ve conto è
molto bello.
In casa ha stabilito ‘a gerarchia.
Vo’ bene ‘ a mamma ch’è ‘a signora mia,
e a figliemo isso ‘o tratta da fratello.
In casa ha stabilito ‘a gerarchia.
Vo’ bene ‘ a mamma ch’è ‘a signora mia,
e a figliemo isso ‘o tratta da fratello.
‘E me se penza ca lle songo
‘o pate:
si ‘o guardo dinto a ll’uocchiemme capisce,
appizza ‘e rrecchie, corre, m’ubbidisce,
e pe’ fa’ ‘e pressa torna senza fiato.
si ‘o guardo dinto a ll’uocchiemme capisce,
appizza ‘e rrecchie, corre, m’ubbidisce,
e pe’ fa’ ‘e pressa torna senza fiato.
Ogn’anno, ‘int’a ll’estate,
va in amore,
s’appecundrisce e mette ‘o musso sotto.
St’anno s’è ‘nnammurato ‘e na basotta
ca nun ne vo’ sapè: nun è in calore.
s’appecundrisce e mette ‘o musso sotto.
St’anno s’è ‘nnammurato ‘e na basotta
ca nun ne vo’ sapè: nun è in calore.
Povero
Dick, soffre ‘e che manera!
Porta pur’isso mpietto stu dulore:
è cane, si … . ma tene pure ‘o core
e ‘o sango dinto ‘e vvene… vo ‘a mugliera…
Porta pur’isso mpietto stu dulore:
è cane, si … . ma tene pure ‘o core
e ‘o sango dinto ‘e vvene… vo ‘a mugliera…
sabato 30 marzo 2013
La nostra Pasqua
![]() |
| Caravaggio- Museo di Capodimonte-Napoli |
La sera del Sabato Santo, chiesa al buio,
campane mute, un braciere all’ingresso e si attendeva che iniziasse il rito del
fuoco per poi entrare in chiesa e lentamente tra canti rigorosamente senza
musica accensione del cero Pasquale per poi attingere tutti alla stessa fiammella
e poi uno sfolgorio di luci e campane
festose annunciavano la Resurrezione e quasi sempre nel corso della
celebrazione della Messa si attingeva all’acqua benedetta per battezzare uno o
più bambini della comunità parrocchiale
nati da poche settimane.
Il giorno di Pasqua tutti con una piccola
bottiglia a prendere l’acqua benedetta per portarla a casa e compiere il rito
della benedizione, prima di cominciare il pranzo della Santa Pasqua, da parte del capo
famiglia con il piccolo ramoscello di ulivo.
Un rito simbolico che riaffermava in quei
pochi attimi il valore della famiglia
raccolta nel giorno della Resurrezione, con la letterina dei più piccoli messa di
nascosto sotto al piatto o nel tovagliolo del papà per poi concludere il rito
con l’immancabile poesia.
Non so in quante famiglie ancora siano in uso
queste tradizioni, forse neanche più il segno della croce prima del pranzo che
ho ritrovato ,invece, negli Stati Uniti con pochi secondi di raccoglimento per
una preghiera comunitaria ma in famiglie di religione diversa da quella
cattolica, forse neanche più la letterina o la poesia.
Riflettevo questa mattina con alcuni amici sulla
scomparsa non solo di vecchi riti, e
sulla scarsa partecipazione ai riti liturgici della Settimana Santa, ma anche
alla scomparsa di quanto di pagano comunque contribuiva a far sentire il clima
pasquale.
Non credo sia un buon segno l’incapacità di
trasmettere valori, tradizioni e quanto di autentico contribuisce alla crescita
umana, sociale e religiosa, alle generazioni dei nostri figli e nipoti.
Auguriamoci che questa Santa Pasqua, che
coincide con la venuta del nuovo Vescovo di Roma, che sembra aver dato un
segnale di speranza per un’autentica
rinascita della Chiesa, sia per tutti momento di autentica Resurrezione.
Buona Pasqua di serenità e di pace per
tutti, senza esclusione alcuna.
venerdì 29 marzo 2013
Venerdì Santo
![]() |
Cristo Velato,
|
Coraggio,
fratello
Coraggio, fratello che
soffri.
C’è anche per te
una deposizione dalla croce.
C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata
che schioda dal legno la tua...
Coraggio.
Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.
Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua
irromperà tra le nuvole in fuga.
C’è anche per te
una deposizione dalla croce.
C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata
che schioda dal legno la tua...
Coraggio.
Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.
Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua
irromperà tra le nuvole in fuga.
don Tonino Bello - Vescovo
giovedì 28 marzo 2013
La Settimana Santa
Mi auguro di fare cosa gradita riproponendo un articolo pubblicato su
questo Blog lo scorso anno in occasione del Giovedì Santo.
Una tradizione quella dello struscio che ormai ha perso molto del suo
significato con il mutamento delle abitudini e dei costumi dei napoletani.
Quest’anno anche a causa della situazione generale del Paese, le difficoltà
economiche delle famiglie ed una tristezza palpabile nell’aria, sembra
allontanarsi ancora di più quel clima che molti di noi, della nostra
generazione hanno avuto la fortuna di vivere, in occasione dell’inizio della
Settimana Santa.
L’inizio dei riti liturgici del Giovedì ed il passaggio al Venerdì in un
rispettoso silenzio dall’ultimo rintocco delle campane fino alla notte del
sabato,in un misto di religiosità e rinnovo di tradizioni culinarie da ‘o
casatìello (vedi articolo del 15.3.2012) alle pastiere ( vedi articolo del
24.3.2012) e di ogni altro genere di specialità tipiche della Pasqua.
Profumi che si intrecciavano, si confondevano dai primi piani agli ultimi
dei vecchi palazzi del quartiere, dai bassi, camminando lungo gli stretti
marciapiedi, uscivano odori di pastiere e casatielli ed era possibile scorgere le fonti sbirciando con
discrezione (ma non troppo) all’interno delle abitazioni.
Le vetrine delle pasticcerie, delle salumerie addobbate per l’occasione
rendendo più gradevoli i vicoli anche per qualche lampada gigante montata agli
ingressi e nelle vetrine.
Ho provato a ripercorrere quei luoghi senza più le antiche pasticcerie, le
vecchie e fornite salumerie, neanche più la Chiesa, chiusa da qualche anno in
attesa dei lavori di consolidamento, aspettando i comodi della farraginosa
macchina della burocrazia.
Ma l’ottimismo, virtù indispensabile del buon cristiano, fa ben sperare in
giorni migliori e la Pasqua, in particolare, grande momento di cambiamento
degli uomini, senza del quale non ci può essere alcun rinnovamento.
p
Lo Struscio del Giovedi Santo
L’ultimo rintocco delle campane per un silenzio fino alla notte tra il Sabato e la Domenica di Pasqua, era il segnale dell’inizio dei giorni della Passione per i Cristiani ed anche per quanti non praticanti si trovavano comunque coinvolti in un clima misto di tristezza e di preparazione alla festa.
Al termine della Liturgia del Giovedì Santo , dopo la simbolica lavanda dei piedi e l’avvio dell’adorazione del Santissimo, presso uno degli altari laterali addobbato per l’occasione con drappi ,piante, fiori e candele mentre tutt’intorno statue di santi e crocefissi coperti con stoffe color viola.
All’uscita della Chiesa ci si organizzava per scendere giù Toledo dove l’antico rito dello struscio ( che ebbe inizio il 18 Marzo del 1704 al tempo di Re Ferdinando IV) era ormai cominciato con la chiusura della strada che da piazza Carità fino a piazza Trieste e Trento era tutto un fiume di persone che con il rumore delle scarpe strisciate per terra, con il camminare lento per la gran folla, per l’indugiare davanti alle vetrine, davanti alle Chiese dove entrare e compiere il rito dei sepolcri , sempre in numero dispari, non meno di tre che i più pigri o gli anziani rispettavano entrando ed uscendo dalla Chiesa più vicina tre,cinque,sette volte.
Tutte le Chiese restavano aperte fino alla mezzanotte che negli anni 60/70 era già considerata notte fonda e, quindi, un buon pretesto per la nostra generazione per far saltare le rigidità di orario di rientro in particolare delle ragazze che con la scusa del giro dei sepolcri preferivano frequentare i luoghi abituali per gli incontri con la propria comitiva o con il proprio ragazzo del momento, il tradizionale struscio era il rito delle coppie stabili o di quante/i ancora in stato di libertà e fuori dai gruppi.
‘O STRUSCIO
Giovedì Santo ‘o struscio è nu via vaie:
Tuledo è chiena ‘gente ‘ntulettata,
ca a pede s’hadda fa ‘sta cammenata,
pe mantenè n’usanza antica assaie.
-Mammà, ci andiamo? – Iammo.Ma che faie?
-Vediamo due sepolcri e ‘a passeggiata-
E ‘a signurina afflitta e ‘ncepriata
Cerca ‘o marito can un trova maie.
‘A mamma areto,stanca,pecchè ha visto
Ca st’atu struscio pure se né ghiuto,
senza truvà chill’atu Ggiesucristo,
s’accosta a’figlia:-Titinè,a mammà,
cca cunzumammo scarpe.-l’ho veduto!
E me l’hai detto pure un anno fa!
Raffaele Viviani
martedì 19 marzo 2013
"Il vero potere è il servizio"
"Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il
Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha
il suo vertice luminoso sulla Croce"
"Accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più
poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio
finale sulla carità: chi ha fame, sete, chi è straniero, nudo, malato, in
carcere"
venerdì 15 marzo 2013
Roberto Murolo nel ricordo di un artista
Ricevo e con vivo piacere pubblico
un bel ricordo dell'amico Maestro Arturo Olivieri, che io amo definire
"l'autentico piano bar", di Roberto Murolo del quale ho ricordato i
dieci anni trascorsi dalla sua scomparsa.
Questo gradito messaggio mi da anche l'opportunità di ricordare la grande
disponibilità e semplicità del Maestro Murolo che partecipò alle serate
organizzate dal gruppo Azeta di San Carlo alle Mortelle per due recital di
poesie in onore del Poeta Alfredo Bonazzi, il poeta amato da Montale, del quale
ancora oggi mi onoro della sua amicizia.
“2 artisti (uno grande e uno piccolo) innamorati della musica. Ebbi l'onore
di suonare alla festa per gli 80 anni di Roberto al TTC. Ricordo bellissimo che
sono certo ti farà piacere condividere con me.” Arturo Olivieri
giovedì 14 marzo 2013
mercoledì 13 marzo 2013
Eduardo Scarpetta
![]() |
| 13.3.1853 - 29.11.1925 |
E’ stato senza dubbio
l’attore e l’autore più importante del teatro napoletano a cavallo tra ’800 e il
‘900 , scrivendo numerose commedie in dialetto e portando i suoi testi anche
nel cinema.
Artista dalla vita
molto tempestosa e prolifica con figli
sparsi un po’ ovunque e, tra essi, i famosi e straordinari fratelli Peppino,Eduardo
e Titina De Filippo avuti da Luisa De Filippo ,nipote della moglie Rosa De
Filippo e il poeta Ernesto Murolo,padre
di Roberto, avuto dalla sorellastra della moglie Rosa.
Il 15 Maggio 1889 fu l’anno
della svolta con la commedia Na
Santarella ,messa in scena al teatro Sannazzaro , che diede il nome anche alla sua villa del Vomero dove fu apposta la
scritta Qui rido io ; villa che
Scarpetta definì nu comò sotto e
'ncoppa per le quattro torri simili ai piedi di un
mobile da camera da letto.
Tra le commedie più famose Miseria e Nobiltà, Tre pecore vizione, La
nutriccia, Tetillo , Lo scarfalietto, Fifì, Nu turco napolitano ed altre tantissime
commedie.
Ancora oggi tra i testi più recitati nel teatro classico dialettale
napoletano quelli di Eduardo Scarpetta l’autore
maggiormente messo in scena.
Tra i maggiori cultori della tradizione scarpettiana , il bravissimo attore napoletano Benedetto
Casillo.
La
nutriccia
All'alzarsi del sipario si
sente il pianto di un bimbo, poi il campanello. Peppino dal fondo, Concetta
dalla destra.
Concetta: Neh! Peppì, hanno
chiamato?
Peppino: Eh! Hanno tuzzuliato.
Concetta: Mamma mia, ccà è proprio n'affare serio, dinta a sta casa nun ce stà nu mumento de riposo.
Peppino: Da che è nato chillu guaglione s'è perduta la pace.
Concetta: Chillo guaglione?... pecché nun dice chillu scunciglio
Peppino: Eh! Hanno tuzzuliato.
Concetta: Mamma mia, ccà è proprio n'affare serio, dinta a sta casa nun ce stà nu mumento de riposo.
Peppino: Da che è nato chillu guaglione s'è perduta la pace.
Concetta: Chillo guaglione?... pecché nun dice chillu scunciglio
sabato 2 marzo 2013
Salvatore Di Giacomo : Marzo
Salvatore di Giacomo
Napoli,
12.3.1860 –Napoli, 4.4.1934
Marzo
Marzo:
nu poco chiove
e n'ato ppoco stracqua
torna a chiòvere, schiove;
ride 'o sole cu ll'acqua.
Mo nu cielo celeste,
Mo nu cielo celeste,
mo n'aria cupa e nera,
mo d' 'o vierno 'e 'tempeste,
mo n'aria 'e Primmavera.
N'auciello freddigliuso
N'auciello freddigliuso
aspetta ch'esce o sole,
ncopp' 'o tterreno nfuso
suspirano 'e viole...
Catarì, che vuò cchiù?
Catarì, che vuò cchiù?
Ntienneme, core mio,
Marzo, tu 'o ssaje, si' tu,
e st'auciello song' io.
![]() |
| Scuola di Posillipo XIX Sec. G.Smargiassi |
lunedì 18 febbraio 2013
60 anni di Massimo
![]() |
| Massimo Troisi 19.2.1953 - 4.6.1994 |
“…Alla fine, quando finimmo di
girare, lui mi disse che aveva un altro appuntamento presso l'ospedale di
Harefield, il giorno successivo. Ma mi disse anche: “Sai perché non voglio
davvero questo cuore nuovo? Perché il cuore è il centro delle emozioni, e un
attore è un uomo di emozioni. Chissà che tipo di attore potrei diventare con il
cuore di un altro che batte dentro di me?”
Non ha mai fatto l'intervento. Ho
sentito della sua morte alla radio, il giorno successivo.
Molti credono che Il Postino finisca con la
morte del personaggio principale, perché Massimo era morto. Non è così – è
semplicemente così che lo avevamo scritto. E quando Mario Cecchi Gori, il
produttore, ha chiesto se finire il film con una morte non fosse troppo
deprimente, Massimo ha risposto: “No, Mario, perché non c'è morte nei film”.(Michael Radford - regista de Il Postino)
sabato 16 febbraio 2013
Pompei, testimonianza di civiltà e monito per il futuro
Una buona notizia per un grande patrimonio dell’umanità con i suoi circa 2.500.000 visitatori all’anno, dopo crolli e discutibili interventi di restauro. La Comunità Europea ha stanziato circa 42 milioni per opere di restauro e di miglioramento dei livelli di sicurezza
Dopo anni di polemiche, crolli e
interventi della Magistratura, finalmente una buona notizia accolta con soddisfazione da quanti privati, associazioni e studiosi da
anni denunciano lo stato di trascuratezza di uno dei siti più importanti del
mondo grazie anche alla sua unicità di museo più grande a cielo aperto.
Lo stanziamento di circa 42 milioni
da parte della Comunità Europea servirà ad effettuare alcune opere di restauro
ed interventi necessari a prevenire nuovi crolli e ad aumentare i livelli di
sicurezza dopo i saccheggi ad opera
della criminalità organizzata che ha approfittato in questi anni della scarsa
attenzione delle Istituzioni nei
confronti anche degli Scavi Archeologici
di Pompei .
Scavi che sono la più grande
testimonianza della vita romana fino all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
e la cui restituzione dell’antica città
di Pompei si deve alla felice intuizione e sensibilità di Carlo
III di Borbone compreso il recupero di
numeroso materiale conservato anche presso il museo archeologico di Napoli.
Questa città coperta per circa sei
metri da tonnellate di ceneri e lapilli ha lasciato il segno di vita di quei
momenti terribili dell’eruzione, conservando intatti cose e persone negli
atteggiamenti in cui sono stati sorpresi dalla tragedia e da un dolore
difficilmente immaginabile.
Una vera e propria fotografia,
un’istantanea che ha dato la possibilità agli studiosi di comprendere usi, costumi e anche l’arte di quei tempi .
Un patrimonio unico sotto al cielo e
ai piedi di questo gigante dal cratere di circa 500 metri ed un’altezza di 1500, tra i vulcani considerato uno dei più
pericolosi al mondo e che dall’ultima eruzione del 1944 è piombato in un
preoccupante silenzio certamente non per gli studiosi e quanti sono addetti al
suo monitoraggio costante e continuo con sofisticate strumentazioni che ne
rilevano i più impercettibili movimenti.
![]() |
| Scuola napoletana del XIX sec. "Scorcio di Napoli con lo sfondo del Vesuvio" |
Le recenti dichiarazioni dello
studioso Flavio Dobran della New York University hanno creato non poco allarmismo per le sue
previsioni catastrofiche che anche in assenza di un piano complessivo di
evacuazione che vada oltre la zona rossa ed anche in presenza di uno sviluppo urbanistico eccessivo delle zone vicine al vulcano non può far certamente presagire nulla di buono .
Fortunatamente l’attività
dell’Osservatorio Vesuviano con il monitoraggio continuo della sismicità,delle emissioni di gas dal
suolo, della elaborazione automatica dei dati alla costante attenzione dei
ricercatori, sono la dose minima necessaria di tranquillità per una eventuale
previsione delle possibili criticità.
La testimonianza di questo immenso
museo all’aria aperta che sono gli Scavi Archeologici di Pompei siano di monito a quanti nelle Istituzioni
sono preposti non solo alla salvaguardia di quanto accaduto ma anche di quanto
potrebbe accadere.
venerdì 15 febbraio 2013
Antonio De Curtis - Totò
L’Acquaiola
Ogni matina scengo a Margellina,
me guardo 'o mare, 'e vvarche e na figliola
ca stà dint'a nu chiosco: è n'acquaiola.
Se chiamma Teresina,
si e no tene vint'anne,
capille curte nire nire e riccie,
na dentatura janca comm' 'a neve,
ncuollo tene 'a salute 'e na nutriccia
e na guardata d'uocchie
ca songo ddoje saette,
sò fulmine, sò lampe, songo tuone!
E i' giuro e ce scummetto
ca si resuscitasse Pappagone,
muresse cu n' 'nfarto
guardanno sta guagliona.
Essa ha capito ca i' sò nu cliente
ca 'e ll'acqua nun me ne 'mporta proprio niente
e me l'ha ditto cu bella maniera:
"Signò, cagnate strada... cu mme sta poco 'a fà
se chiamma Geretiello... è piscatore.
Fatica dint' 'a paranza 'e don Aniello".
Ma i' niente, tuosto corro ogni matína,
me vevo ll'acqua...
e me 'mbriaco comme fosse vino.
me guardo 'o mare, 'e vvarche e na figliola
ca stà dint'a nu chiosco: è n'acquaiola.
Se chiamma Teresina,
si e no tene vint'anne,
capille curte nire nire e riccie,
na dentatura janca comm' 'a neve,
ncuollo tene 'a salute 'e na nutriccia
e na guardata d'uocchie
ca songo ddoje saette,
sò fulmine, sò lampe, songo tuone!
E i' giuro e ce scummetto
ca si resuscitasse Pappagone,
muresse cu n' 'nfarto
guardanno sta guagliona.
Essa ha capito ca i' sò nu cliente
ca 'e ll'acqua nun me ne 'mporta proprio niente
e me l'ha ditto cu bella maniera:
"Signò, cagnate strada... cu mme sta poco 'a fà
se chiamma Geretiello... è piscatore.
Fatica dint' 'a paranza 'e don Aniello".
Ma i' niente, tuosto corro ogni matína,
me vevo ll'acqua...
e me 'mbriaco comme fosse vino.
domenica 10 febbraio 2013
Giacinto Gigante e la Scuola di Posillipo
Curiosità
![]() |
| Giacinto Gigante |
Anton Sminck van
Pitloo,pittore olandese stabilitosi a Napoli e fondatore della “Scuola di
Posillipo” abitò in Vico Vasto,15 ma chiamata via San Carlo alle Mortelle come
riportato in tutti i testi dell’epoca.
Abitazione nella quale
nel 1837, alle morte dell’artista, vi si trasferì il maggiore esponente della
scuola di Posillipo, Giacinto Gigante che lasciò la sua casa nel quartiere
Arenella e vi stabilì anche la sede della
Scuola.
Una raccolta di circa
seicento opere tra disegni, tempere ed acquarelli nel Museo di San Martino, una
stupenda tempera nella Cappella del Tesoro di San Gennaro sono testimonianza
del valore di questo grande artista che all’inizio della sua carriera espose
sovente le sue opere in via Chiaia presso la bottega Picardi.
Morì il 29 Settembre
del 1876
![]() |
| G.Gigante - Marina di Posillipo |
Iscriviti a:
Post (Atom)





















