martedì 17 dicembre 2013

La tombola per gioco e per sopravvivenza


I giorni della prossima settimana e quelli a seguire fino all’Epifania, sono i giorni in cui il gioco della tombola riemerge prepotentemente nelle famiglie napoletane, almeno in quelle dove non viene snobbato o ritenuto poco chic ma qui parlo delle famiglie normali dove alla cena della vigilia ed al pranzo di Natale segue rigorosamente la distribuzione delle cartelle e della porzione di fagioli , ceci o frutta secca di piccole dimensioni per segnare e tenere il conto sui numeri usciti.
Questo gioco nato agli inizi del ‘700  è un po’ quello del Lotto in versione casalinga dove ambi,terni, finalmente vedono la luce anche in casa di chi per anni gioca al bancolotto senza avere la soddisfazione di una seppur minima vincita.
Questo antico gioco che in qualche modo era capace di tenere assieme tutta la famiglia anche dopo il lauto pasto natalizio per momenti di allegria dettati dal susseguirsi dei numeri presi d’’o panaro e letti rigorosamente con il loro significato della smorfia , quasi sempre ripetuto coralmente con i numeri più conosciuti come il 6, 23, 29,78, 90…
Immancabilmente l’ambo già assegnato era seguito da una voce che ripeteva ambo ma perché è già uscito?
Parlo al passato perché non so in quante famiglie ancora viene praticato questo gioco con

l'avvento della tecnologia più avanzata dove si gioca da soli e ci si sente vincitori silenziosi anche con punteggi da guinness senza un sorriso, senza una grassa corale risata.

 
Ma 'o panaro e donna Carmela per l'estrazione quasi settimanale di un cesto con del formaggio, pasta,olio e zucchero, che durava tutto l'anno, altro che gioco, era la riffa per la sopravvivenza dei suoi numerosi figli e quella di Natale era 'o canistro   delle grandi occasioni, perchè il pranzo di Natale non doveva mancare neanche per la sua numerosa famiglia.
 

" Le crastulelle ". A casa mia si usavano e si usano ancora le crastulelle per segnare i numeri sulle cartelle, erano ricavate da piatti "sengati" o "scardati",...si finiva di rompere questi piatti ricavandone tanti pezzetti anche detti "scardulelle". Ne abbiamo conservato un sacchetto da una cinquantina d'anni e ad ogni Natale le tiriamo fuori assieme a vecchie...ingiallite e lacere cartelle che sul retro portano nomi di appartenenza di familiari allora ragazzi o giovani o anziani che ci hanno lasciato questo commovente ricordo, il ricordo di fortunate serate, di vincite di poche lire, di Natali trascorsi insieme sempre sereni e felici...(Costantino Longano)
 
 

 

2 commenti:

  1. Da noi, in Sicilia, si usa ancora oggi il luppolo secco...

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