Altro importante passo avanti per la vivibilità e la valorizzazione del ventre di Napoli
mercoledì 27 agosto 2014
domenica 24 agosto 2014
Museo del Napoli allo stadio? No in Chiesa
Sarà
il nome di Bartolomeo Picchiatti, colui che volle agli inizi del XVII
secolo la bella Chiesa barocca di San Giorgio dei Genovesi in via
Medina, ad aver ispirato la brillante idea di realizzare il museo
della Società Calcio Napoli nei locali della Chiesa.
Magliette,
gagliardetti e cimeli vari saranno oggetto,immagino, di processione di
tifosi e simpatizzanti della squadra che ignoreranno certamente di
trovarsi nel tempio affrescato da Giacomo Cestaro, i dipinti di
Battistello Caracciolo e Andrea da Salerno.
Sono
consapevole che sarò oggetto di critiche per aver osato soltanto
nominare il santuario del calcio napoletano ma mi chiedo:possibile
che la Curia, ovvero il Cardinale Sepe ritenga la location ideale per
una destinazione che non ha nulla a che fare con le opere o con la
vita della Chiesa locale? Ma non era più logico nell'ambito dello
stadio?
Non
mi scandalizzo di certo ma un po' amareggiato e, perché no? Anche
disgustato nell'apprendere di locali disponibili, inutilizzati e non
concessi ad associazioni, a giovani, ad anziani , a punto d'ascolto
per immigrati ed emarginati ai quali questa città,in verità, non è
che offra molti punti di aggregazione.
La
mia apparente ingenuità non mi fa andare oltre la notizia che forse
sancisce l'idilliaco rapporto tra la Società Calcio Napoli e la
Curia; a Napoli è possibile passare su tutto e tutti ma guai a
sfiorare soltanto a parole la squadra e il sig De Laurentis lo sa
bene.
Allora
va bene il museo e le magliette in esposizione nella chiesa barocca,
sta bene a S.E. sta bene a tutti.....a me no!
A
dicembre, mese previsto per l'inaugurazione invece del presepe
nella chiesa troveremo i pastori del bravo Maestro Ferrigno
raffiguranti i giocatori del grande Napoli.
giovedì 21 agosto 2014
lunedì 18 agosto 2014
E adesso rendiamo onore a un figlio illustre di Napoli
Raggiunto
l'obiettivo dell'inizio dei lavori della Chiesa, a giorni la
celebrazione del centenario della nascita di Antonio Altamura, la
definizione di un più corretto sistema di raccolta dei rifiuti e la
presentazione di suggerimenti per la sistemazione della
piazza.
Quando
mi sono incamminato in questo tentativo di recupero del Poggio delle
Mortelle ,della sua Chiesa, dei suoi luoghi, dei suoi personaggi
illustri, in apparenza semplice ma molto faticoso per l'inevitabile
impatto con la macchina burocratica fatta di lacci e lacciuoli a
tutti i livelli che non favoriscono di certo la volontà di quanti
con l'unico interesse di salvaguardare il bene comune, ero ben
consapevole di dover fare i conti con una macchina amministrativa
dove è sempre impossibile trovare chi si assuma le proprie
responsabilità in relazione alle mansioni e/o incarichi ricoperti.
Ma
la volontà di quanti operano come me fuori dai giochi, fuori da
qualsiasi interesse, lontano da qualsiasi volontà di ritorno
personale , anche se appare di questi tempi poco credibile, pur messa
a dura prova riesce quasi sempre a raggiungere gli obiettivi anche se
inevitabilmente ingoiando bocconi amari.
Quando
cominciai ad entrare attraverso il mio Blog di nicchia negli schermi
dei p.c. di amici e poi degli amici degli amici e poi ancora di
conoscenti e simpatizzanti, (circa 30.000 contatti)
l'obiettivo principale fu quello di ridare dignità ad un territorio
che nella storia della città ha avuto un ruolo non secondario, di
risvegliare la memoria storica e culturale senza la quale ogni
tentativo di recupero rimane fine a se stesso.
La
riapertura della Chiesa parrocchiale dopo la voragine, ritenni che
fosse la prima azione da perseguire e, fortunatamente, sul cammino
incontrai un amico di vecchia data come Ezio
Aliperti che con la sua
associazione Futura ha dato maggiore concretezza ad un'azione non
semplice ma che oggi faticosamente sembra realizzarsi.
La
convinzione comune è stata ed è che solo la riscoperta e la
valorizzazione dell'anima di Napoli, i suoi quartieri spagnoli, il
centro antico tutti intrisi di storia, di arte, cultura, degli uomini
che hanno difeso ciò che era possibile difendere del patrimonio
culturale, si potrà giungere ad un effettivo riscatto di una città
per troppo tempo preda di saccheggiatori e sfruttatori dalle mani
lunghe sulla città.
L'inizio
dei lavori il giorno successivo alla scelta dell'impresa e alla
nomina del direttore dei lavori è stata una buona giornata o come
direbbe il bravo rapper napoletano Rocco Hunt Nu juorno buono, sì una
buona giornata che ha ridato speranza a quanti tengono non solo alla
riapertura della Chiesa per lo svolgimento della liturgia ma anche
per il recupero di un punto di aggregazione per bambini, giovani e
anziani.
Ora
con l'inizio dei lavori - colgo ancora una volta l'occasione per
ringraziare l'Arch.Salvatore
Russo del
Provveditorato alle Opere Pubbliche che ha messo fine alla lungaggine
amministrativa concretizzando il progetto - diamo
corso ad un altro degli obiettivi che ci siamo dati non meno
importante come dicevo all'inizio per il recupero della memoria
storica e culturale conferendo il giusto tributo a quanti personaggi
illustri del mondo dell'arte,della cultura, della politica sono nati
e/o vissuti nella zona del Poggio delle Mortelle dando un contributo
alla crescita culturale della città e che fino ad oggi non si è
ritenuto onorare e indicare alla città come figli illustri di Napoli.
Per non curanza? Per
ignoranza? Per distrazione degli assessori alla Cultura fin'ora
succedutisi
e di una classe intellettuale
dormiente a fasi alterne?
![]() |
| Antonio Altamura |
Il
prossimo 18
Settembre, in piazza San Carlo alle Mortelle celebreremo il
centenario della nascita di Antonio
Altamura scrittore e
letterato che con le sue circa
centoquaranta pubblicazioni
ha dato un contributo determinante allo
studio della letteratura medievale, di
quella umanistica
meridionale, della filologia e principalmente della lingua
napoletana, scoprendo una
lapide sulla facciata del palazzo contiguo alla Chiesa dove
c'è la casa dove è nato e vissuto a lungo lo scrittore,
casa
che ha segnàto fino alla maturità la sua storia personale, intrecciando la
propria vita con quella di personaggi famosi e meno noti, tutti
parimenti portatori di quell’anima di Napoli, che ha ispirato ed ha
contribuito alla creazione di tutta la sua opera letteraria.
Tornerò
presto sui dettagli della cerimonia del prossimo 18 Settembre certo
che nessuno dei residenti del quartiere,amici, conoscenti ed
esponenti della cultura, farà mancare la propria presenza.
sabato 9 agosto 2014
I video su San Carlo alle Mortelle
Ripubblico alcuni video girati negli ultimi due anni riguardanti la chiusura della Chiesa ed altre problematiche della zona poste all'attenzione delle Autorità preposte:
Enrico Nocera racconta San Carlo alle Mortelle
http://www.
Il Poggio delle Mortelle di Davide Savino
NapoliUrbanBlog-servizio di Carlo Maria Alfarano
Buongiorno Regione - TG3- Servizio di G.Messina
NapoliUrbanBlog - Servizio di Antonella Cozzi
sabato 2 agosto 2014
Lettera al Responsabile del Progetto
Riporto quì di seguito, il testo del messaggio da me indirizzato all'Arch.Salvatore Russo, Dirigente del Provveditorato alle Opere Pubbliche, Responsabile del Progetto di ristrutturazione della Chiesa di San Carlo alle Mortelle :
Egregio Architetto,
desidero innanzitutto ringraziarla a nome personale e dell'Associazione Futura con il Presidente Ezio Aliperti che da tempo ha condiviso con me una vera e propria battaglia per la riapertura della Chiesa parrocchiale di San Carlo alle Mortelle, per il suo particolare impegno e la personale disponibilità ad incontri presso il suo ufficio e la partecipazione all'evento tenutosi lo scorso mese di Marzo presso l'Università di Suor Orsola Benincasa.
Siamo lieti di condividere la gioia dei tanti cittadini che personalmente ed anche attraverso il Blog SanCarloalleMortelle (http://salzano-antonio.blogspot.com) mi hanno espresso la propria soddisfazione per l'avvio delle opere di ristrutturazione della Chiesa.
Ho constatato di persona che alcuni lavori sono stati avviati immediatamente dopo l'aggiudicazione dell'appalto all'Impresa e conferito l'incarico al Direttore dei lavori; opere , ritengo, correlate alla messa in sicurezza di cornicioni e parti pericolanti della facciata principale e laterale a seguito del recente intervento dei VV.F. per caduta di alcuni calcinacci.
Mi auguro e si augurano i cittadini della zona che dopo la sospensione per le ferie di Agosto i lavori riprendano subito al fine non solo di non deludere le più che lecite aspettative ma anche al fine di evitare possibili rimostranze di quanti sono davvero stanchi di aspettare dopo ben cinque lunghi anni.
Sono certo, dopo aver constatato personalmente la sua non comune disponibilità, che tali attese non siano tradite.
Nel rinnovarle i ringraziamenti, la saluto cordialmente
Antonio Salzano
venerdì 1 agosto 2014
Finalmente si comincia
Tanto tuonò che piovve, frase quanto mai
attuale in questo pazzo Luglio che ci
regala,però, anche qualche buona notizia.
Sono stati appaltati i lavori di ristrutturazione della Chiesa di San Carlo e nominato il Direttore dei lavori.
Nel colloquio telefonico avuto con l'Architetto Russo è stata da me rappresentata a nome anche dell'Associazione Futura, dei tanti amici e abitanti della zona, la necessità di avviare i lavori per i primi di Settembre.
L'Impresa ha già effettuato i sopralluoghi per organizzare il cantiere.
Una gran bella notizia che riempie non solo di gioia ma anche di grande soddisfazione quanti di noi hanno sempre creduto con forza in una buona conclusione dell'annosa vicenda che ci ha visti impegnati con i tanti cittadini che in questi giorni nel vedere tecnici e operai in piazzetta San Carlo alle Mortelle per i primi interventi propedeutici mi hanno telefonato per condividere la gioia e la soddisfazione.
Altra buona notizia mi è stata comunicata dal Consigliere Comunale Francesco Vernetti, sempre presente e sensibile ai temi da noi esposti per la zona, per la raccolta dei rifiuti che dagli inizi di Settembre dovrebbe avere una diversa e più civile organizzazione; sull'argomento nei prossimi giorni spero di poter avere notizie più precise.
Per quanto riguarda,poi, la celebrazione del centenario della nascita dello scrittore e letterato Antonio Altamura che cadrà il prossimo 18 Settembre, ne parleremo più dettagliatamente nei prossimi giorni.
giovedì 31 luglio 2014
Campania su web, Enrico Nocera racconta San Carlo alle Mortelle
A cinque anni dal crollo che la rese inagibile, la chiesa Secentesca del centro storico napoletano vedrà finalmente assegnati i lavori di restauro e ristrutturazione. Centrale il ruolo di cittadini e associazioni riuniti intorno al blog “SanCarloAlleMortelle”: «Il nostro obiettivo è quello di essere da pungolo alle istituzioni perché si recuperi l’identità storico-culturale di una città unica al mondo»
Sono passati quasi cinque anni. Il 23 settembre 2009, intorno alle 4 di mattina, il pavimento Settecentesco della chiesa di San Carlo alle Mortelle, a due passi dal corso Vittorio Emanuele e dai Quartieri Spagnoli, crollò, aprendo una voragine di circa 10 metri. Furono evacuate circa settanta famiglie dai bassi e edifici circostanti, tra cui quello dove abitarono il pittore Domenico Morelli e lo scrittore Antonio Altamura, attiguo alla chiesa Secentesca che da allora fu dichiarata inagibile. Dopo cinque, lunghi anni, la situazione sembra sbloccarsi. Cittadini e associazioni, riuniti intorno al blog“SanCarloAlleMortelle” ideato dal giornalista Antonio Salzano, si riappropriano di quello spazio, chiedono pulizia e decoro, si attivano perché il Comune e il Fondo Edifici di Culto, proprietario della struttura, recuperino non solo la chiesa, ma l’intera zona circostante, una delle più antiche di Napoli,dove sorgevano storiche botteghe artigiane di proprietà dei religiosi Scolopi e Barnabiti, dove sorse la prima Accademia di Belle Arti (prima che questa si trasferisse a via Costantinopoli) e un Opificio delle Pietre Dure. Dove tutt’ora troviamo chiese, monasteri e edifici storici, dal Suor Orsola Benincasa al Palazzo Spinelli detto di Cariati, dalla chiesa di San Nicola di Tolentino alle Prigioni di Santa Maria Apparente, dove furono rinchiusi il pittore Francesco Altamura, il politico Carlo Poerio e lo scrittore e patriota Luigi Settembrini. Una delle zone più belle e ricche di storia di Napoli, che vi mostriamo in questo video:
IL FINANZIAMENTO – Nel 2011 il Fondo Edifici di Culto del Ministero degli Interni riceve un finanziamento di 1,5 milioni di euro per il “consolidamento e il restauro della chiesa di San Carlo alle Mortelle”, come si legge in documento pubblicato da Arcus, società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo, afferente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. «Il progetto – scrive Arcus – si presenta come il consolidamento, il restauro e l’adeguamento impiantistico della Chiesa di San Carlo alle Mortelle, attualmente chiusa al culto a seguito di uno smottamento del terreno di fondazione, verificatosi nel settembre del 2009, che ha determinato l’apertura di tre grandi voragini, una delle quali interna alla stessa chiesa. Sono anche previsti il restauro delle parti decorative – cornici, fregi e lesene interne ed esterni – e il restauro di opere quali pavimenti artistici d’epoca, marmi degli altari, balaustre, di dipinti e statue». Centrale il ruolo dei cittadini e delle associazioni, che pochi mesi fa riescono a convocare un incontro pubblico svolto al Suor Orsola Benincasa, cui partecipa anche l’architetto Russo, del Provveditorato alle Opere Pubbliche. Fu in quella sede che l’architetto promise l’inizio dei lavori per l’estate 2014, anche se di impalcature e cantieri, per ora, nemmeno l’ombra. Ma Salzano non demorde: «Il 28 luglio si apriranno le buste per l’assegnazione dei lavori di ristrutturazione. Premeremo perché questi inizino a settembre, in contemporanea con il centenario della nascita di Antonio Altamura, che qui vicino abitò per gran parte della sua vita».
RECUPERO SOCIALE – Ma, come sottolinea anche Salzano, recuperare la zona del Poggio alle Mortelle non significa solo mettere mano a stucchi, decorazioni e fregi; significa anche restituire socialità a un luogo altrimenti degradato in pieno centro storico, dove i cittadini chiedono sicurezza, vivibilità e decoro, ma anche punti di aggregazione, spazi per condividere progetti ed esperienze. Dal “togliere i giovani dalla strada”, come si suol dire, attraverso le attività della parrocchia, al sentire un senso di appartenenza storico e culturale: la chiesa di San Carlo alle Mortelle è un luogo simbolo, una memoria storica che resistere e non vuole crollare assieme a quel pavimento del Settecento. «È ovvio che, in questo processo, i cittadini debbano trovare una macchina amministrativa più efficiente e veloce – sottolinea Salzano – la zona va riqualificata, e questi sono piccoli gesti che possono davvero contribuire in questa direzione. Il 18 settembre apporremo anche una lapide, accanto a quella dedicata a Domenico Morelli, sull’edificio attiguo alla chiesa. Vogliamo ricordare il centenario della nascita di Antonio Altamura, scrittore e letterato che tanto ha dato alla nostra città». Piccoli gesti, piccoli passi in avanti, che cancelleranno, si spera, l’obbrobrio di una chiesa Barocca attorniata da cassonetti ricolmi di immondizia e auto in doppia fila.
25 Luglio 2014
(Ripubblico l'articolo ripreso su Campania web pubblicato lo scorso giorno 25 Luglio incomprensibilmente scomparso dal Blog)
(Ripubblico l'articolo ripreso su Campania web pubblicato lo scorso giorno 25 Luglio incomprensibilmente scomparso dal Blog)
martedì 22 luglio 2014
Noi ci stiamo
Al grido di Io ci sto centinaia di persone collegate su FB, questo tanto bistrattato mostro che riesce a far parlare le persone anche senza conoscersi, hanno aderito alla proposta di aprire una libreria al Vomero, zona collinare di Napoli, per reagire alla chiusura di alcune librerie storiche creando un vuoto in un territorio ad alta densità abitativa.
La chiusura di punti vendita di libri è un fenomeno che non riguarda soltanto una parte della città e non solo questa città.
La crisi riguarda anche il mondo dell'editoria in genere e le librerie nello specifico anche in considerazione che da tempo le grandi catene come Feltrinelli hanno dato un diverso assetto ai punti vendita creando spazi di lettura e di intrattenimento, luoghi di presentazione di libri e dischi, conferenze e dibattiti.
La mancanza di disponibilità economiche non ha consentito ai librai di investire e trasformare luoghi di sola vendita in spazi di cultura, di approfondimento e, non certamente ultimo, i canoni di locazione più accessibili a punti di ristoro e vendita di panini e patatine.
Ieri al grido di Io ci sto , migliaia di persone si sono date appuntamento in piazza fuga e via Cimarosa per festeggiare un avvenimento unico nel suo genere, una intuizione di Ciro Sabatino, Presidente di Io ci sto che può segnare l'inizio di una nuova era, un azionariato popolare che contribuirà alla rinascita culturale della città, abbandonando piagnistei e richieste di contributi pubblici che le casse dei Comuni svuotate da politiche scellerate dei vari Governi succedutisi in questi ultimi vent'anni non possono più soddisfare.
I cittadini, quelli del fare e non della sola denuncia o dei no-comunque, si riappropriano del diritto basilare di ogni comunità che voglia contare ed esserci, si riappropriano della cultura senza la quale non ci sarà Sindaco o Amministrazione delle più capaci che potrà risollevare le sorti della città che è stata faro della cultura nel Mediterraneo e centro di riferimento culturale d'Europa.
Ancora una volta registriamo che quando i cittadini sono chiamati per essere coinvolti su proposte e progetti concreti e di interesse collettivo per il bene comune, la risposta c'è e Noi ci stiamo
lunedì 21 luglio 2014
venerdì 18 luglio 2014
giovedì 3 luglio 2014
Dalle scale San Pasquale a Piazza Carlo III
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| (foto Ketti Martino) |
Si è conclusa con la serata di stasera, VEDUTA LEOPARDI, sette incontri dedicati al Poeta di Recanati che Napoli custodisce tra i suoi più preziosi tesori.
Un omaggio dei poeti napoletani che si sono dati appuntamento per sette Giovedì di fronte a quella che è stata una delle abitazioni di Giacomo Leopardi, una manifesta nata su iniziativa di Costanzo Ioni per l 'Associazione Futura che da molti mesi sta focalizzando il proprio impegno per la rinascita dei Quartieri Spagnoli e del centro antico con un entusiasmo ed una partecipazione di giovani e meno giovani davvero straordinaria.
Veduta Leopardi per sottolineare come la vista che si gode dal Corso Vittorio Emanuele verso Palazzo Cammarota, seconda abitazione napoletana del Poeta dopo quella di via San Mattia, sia uno sguardo sulla città ricca di storia che di frequente i turisti incantati fotografano per carpirne immagini uniche da portare a casa.
E su queste scale che dal Corso Vittorio Emanuele portano ai quartieri Spagnoli , Costanzo Ioni con l'Associazione Futura con il suo Presidente Ezio Aliperti hanno voluto realizzare un progetto apparentemente modesto ma carico di significato nell'ambito del Maggio dei Monumenti che l'Assessorato alla Cultura del Comune, nonostante la nota mancanza di risorse, ha attuato un nutrito e vasto programma di tutto rispetto.
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| (foto V.Villarosa) |
L'evento si concluderà il prossimo Lunedi 7 presso l'Albergo dei Poveri in Piazza Carlo III con la bella voce e la chitarra di Francesco Cuomo che ha accompagnato anche tutte le sette serate con le antiche melodie napoletane e la partecipazione di Ernesto Nocera, colui che ha allietato il finale degli incontri e che non mancherà di far ascoltare la sua voce con il suo canto appassionato anche per la serata finale.
Un evento che ha dimostrato,ove mai ce ne fosse stato bisogno, che quando vengono proposte iniziative valide e rientranti in un progetto più complessivo di recupero e valorizzazione della memoria storica di una città per preservarne e far conoscere il suo grande patrimonio, la partecipazione e la condivisione dei cittadini è certa e fortemente appassionata.
martedì 1 luglio 2014
L'estate è appena cominciata
POGGIO DELLE MORTELLE/1 : lavori di ristrutturazione della Chiesa
+1
Ho già riferito nelle settimane scorse dell'incontro avuto con l'Architetto Russo del Provveditorato alle OO.PP. e dell'esito del colloquio.
E' quindi evidente che l'inizio dei lavori di ristrutturazione della Chiesa ormai chiusa da quasi cinque anni non avverrà oggi come ipotizzato dal countdown che abbiamo voluto cominciare cento giorni fa forti delle dichiarazioni del citato dirigente in occasione dell'incontro tenutosi presso l'Università Suor Orsola Benincasa.
In verità l'Architetto Russo parlò di questa estate ma noi ottimisti irriducibili pensammo all'inizio astronomico della bella stagione , anzi a qualche giorno dopo.
L'estate è appena cominciata ma ora abbiamo voluto riprendere il conteggio... all'inverso per vedere quale giorno d'estate vedremo aprire il cancello della Chiesa con l'installazione del cantiere e allora solo allora cominceremo a sperare in una conclusione positiva di una odissea senza fine sperando di non dover cantare i versi di una vecchia canzone dei Righeira ....l'estate sta finendo....
lunedì 30 giugno 2014
La Fondazione Mondragone e la Stazione dei Carabinieri
Con comprensibile commozione, noi del Comitato Rampe Brancaccio e
adiacenze (di cui da oltre vent’anni io Rosetta Rossi Lando, sono
portavoce e responsabile), apprendiamo che viene dedicata, nella
Municipalità di Scampia, una sala in ricordo di Maurizio Estate. Per
noi che lo abbiamo conosciuto ragazzo, attivo collaboratore del padre
nel loro apprezzatissimo autolavaggio all’inizio delle Rampe
Brancaccio, per noi che Maurizio è stato il simbolo, l’esempio
d’impegno ed eroismo civico, e vittima in difesa di un cliente
aggredito per un rolex, per noi Maurizio resta anche un punto di
riferimento e di partenza per quanto, anche in suo nome, abbiamo
ottenuto.
Infatti, verso la fine degli anni Ottanta, la nostra zona, dal Cinema
della Palme alle varie vie di accesso ai Quartieri Spagnoli, era
diventata luogo ad alto rischio e nota invivibilità. Anche nel nome
di Maurizio Estate riuscimmo ad ottenere – allora Ministro degli
Interni Giorgio Napolitano - l’auspicata realizzazione della
Stazione dei Carabinieri Quartieri Spagnoli, presso lo storico
Istituto Mondragone, con molteplici positivi risultati.
La Fondazione Mondragone poté essere ristrutturata e diventare
prestigioso Museo della Storia del Costume, continuamente arricchito
da importanti donazioni di illustri privati e sede di importanti
manifestazioni socioculturali. La presenza dei Carabinieri ha dato
una maggiore sicurezza e vivibilità a tutta la zona anche per il
prestigio che l’Arma storicamente comporta. Vivemmo un po’ più
tranquilli.
Non sto a dilungarmi, ma devo ora riportare un drammatico grido di
allarme poiché, per vari e confusi motivi, si parla di eliminare o
spostare la Stazione dei Carabinieri per la quale ci siamo tanto
impegnati e che è tanto indispensabile per un territorio che è
sempre ad altissimo rischio e per il quale non vorremmo avere altri
Maurizio Estate, alla cui lapide in triste memoria nel luogo in cui
fu ucciso dedichiamo sempre un caro ricordo.
A nome del Comitato Rampe Brancaccio e Adiacenze
Rosetta Rossi Lando
Maria Concolato Palermo
Napoli, 17 giugno 2014
===============================================
Tempo fa chiesi ala Fondazione Mondragone,unitamente all'Associazione Futura di poter utilizzare la sal conferenze per l'incontro tenutosi poi all'Università Suor Orsola Benincasa per fare il punto sulle note tematiche relative alla zona di San Carlo alle Mortelle ricevendone un rifiuto non essendoci alcun responsabile della struttura che, tra l'altro, non pagava da mesi gli stipendi ai suoi dipendenti.
Questa stessa Fondazione , come si evince dalla lettera inviata a Il Mattino da cittadine impegnate sul territorio in vario modo per la valorizzazione e la tutela della zona ed anche a noi vicine, risulta aver inviato lo sfratto per morosità all'Arma dei Carabinieri e, quindi, con la reale possibilità di perdere a breve il presidio in piazza Mondragone.
Oggi Il Mattino riporta l'intervento del Presidente della Municipalità che fa appello alla Regione affinchè intervenga per risolverela questione.
La Regione dovrebbe intervenire non solo per scongiurare uno sfratto che creerebbe seri problemi ma dovrebbe affrontare con decisione e farci capire se la Fondazione intende operare come a suo tempo annunciato in pompa magna oppure deve essere uno dei tanti Enti stipendifici che fanno solo danno alla Comunità ed ale tasche dei contribuenti.
Mi auguro che possa essere questa una buona occasione per affrontare radicalmente la questione e che la Fondazione possa essere anche punto di riferimento al servizio del territorio in uno con le tante iniziative ad opera di Associazioni e privati cittadini per la valorizzazione della zona ed il recupero della sua identità storica.
venerdì 20 giugno 2014
Omaggio a Raffaele Viviani
"In occasione de Le Isole Si Accendono si realizza in anteprima la connessione fra due luoghi simbolici della città di Napoli: l'abitazione di Giacomo Leopardi in Palazzo Cammarota e la casa di Raffaele Viviani. I due edifici distano fra loro poche centinaia di metri, Palazzo Cammarota si trova nei Quartieri Spasgnoli fra via Nuova S. Maria Ognibene e Via Croci S. Lucia al Monte ed è visibile dalla cima delle scale di San Pasquale che lo collegano al Corso Vittorio Emanuele, la casa di Raffaele Viviani si trova invece in Corso Vittorio Emanuele di fronte alle monumentali scale Filangieri che conducono a Montesanto. Sono entrambi luoghi da cui si gode un panorama indimenticabile, da un lato il golfo racchiuso fra Capri, penisola sorrentina, Vesuvio e Posillipo, dall'altro la città stessa con lo scenario lontano dell'appennino. Sulle scale San Pasquale da maggio e fino al 3 luglio è in corso un omaggio a Giacomo Leopardi con letture che si tengono ogni giovedì alle ore 18. Per Le Isole Si Accendono di sabato 21 giugno le associazioni Futura e SOS hanno invece promosso un omaggio a Raffaele Viviani con la partecipazione di diversi autori che a partire dalle ore 19 si vedranno presso la sede di SOS che si trova di fianco alla fermata del Corso della funicolare di Montesanto, alle ore 21 è prevista una lettura collettiva sulle vicine scale Filangieri"
Un susseguirsi di iniziative che ancora una volta fanno ben sperare per il recupero della memoria storica e culturale di una città che non sembra proprio voler sottostare al decadimento che da anni ha pervaso il Paese intero travolgendo tutto e tutti e Napoli che in quanto a vivacità culturale non ha nulla da imparare ,anch'essa con il contributo di una classe politica non all'altezza della sua storia e del suo potenziale ha ceduto alla volgarità, al qualunquismo ed a quanto di peggio proposto per solo interesse di squallidi personaggi, cricche e cricchette.
Queste iniziative come quella ancora in corso e che terminerà Giovedi 3 Luglio che ha visto la partecipazione di poeti noti e meno conosciuti, giovani,giovanissimi e meno giovani ed un pubblico numeroso ma soprattutto attento e interessato alla sostanza dei contributi omaggio al grande Poeta.
Un successo che ha convinto l'ecclettico Costanzo Ioni con l'Associazione Futura di proseguire sulla strada tracciata e fondere in un unico grande tributo due anime della poesia diverse ma tanto amate.
Il Poeta del popolo, dell'anima più vera di Napoli, Raffaele Viviani omaggiato per una sera nei pressi della sua abitazione a pochi passi da quella di Leopardi.
Iniziative fortemente volute che seguono quelle per San Carlo alle Mortelle e che tra meno di tre mesi celebrerà il centenario della nascita dello scrittore e studioso dell'anima di Napoli Antonio Altamura.
La rinascita e il recupero del ventre di Napoli non può avvenire solo intervenendo sulle strutture, sulla riqualificazione dei territori ma cominciando dal recupero del suo patrimonio culturale senza il quale non potrà esserci speranza di ripresa del suo tessuto sociale.
Devono essere i cittadini, le associazioni ad impadronirsi di ciò che appartiene alla città con iniziative che rientrino in un quadro complessivo di recupero dell'identità culturale della città e l'Amministrazione non deve far mancare il suo supporto, la sua presenza senza lungaggini burocratiche in particolare quando i cittadini non chiedono risorse e contributi vari.
lunedì 16 giugno 2014
Notizie dal Provveditorato alle Opere Pubbliche
POGGIO DELLE MORTELLE/1 : lavori di ristrutturazione della Chiesa
-15
Abbiamo parlato stamane con l'Arch.Russo del Provveditorato alle Opere Pubbliche al quale abbiamo chiesto informazioni sullo stato della pratica.
Ci ha riferito che il 2 Luglio ci sarà un comitato per l'approvazione e quindi il bando di gara che dovrebbe esaurirsi entro lo stesso mese di Luglio e, quindi, cominciare i lavori entro questa estate.
Da parte nostra continueremo a seguire l'evolversi del faticoso cammino che speriamo davvero di poterne riferire dell'esito positivo.
sabato 7 giugno 2014
Poesia tra le scale
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| (foto Villarosa) |
Nuovamente grande partecipazione di pubblico attento ad ascoltare poeti giovanissimi e meno giovani con le gradite e purtroppo poche interruzioni musicali del bravo Francesco Cuomo che ha riproposto alcune tra le più belle melodie del repertorio classico napoletano.
Ha ragione Giovanni Formisano, Consigliere del Comune di Napoli sempre presente a tutte le nostre iniziative , che se manifestazioni culturali come quella ideata da Costanzo Ioni realizzata dall'Associazione Futura avessero luogo in qualunque altra città, se ne darebbe risalto ed evidenziate come straordinarie occasioni culturali mentre in questa città rientrano in una normalità e in una "ordinarietà culturale" e riempie il cuore osservare decine di persone attente ad ascoltare la voce dei poeti che tutti i giovedì declamano i loro versi indirizzandoli verso palazzo Cammarota dove Giacomo Leopardi compose alcune delle sue più belle opere divenute patrimonio dell'umanità.
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| (foto Villarosa) |
Le belle poesie scritte da Salvatore Di Giacomo recitate con voce e cuore di Ernesto Nocera che come sempre ha ravvivato la serata.
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| (foto Villarosa) |
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| (foto Villarosa) |
"....Si
racconta che la poca simpatia del Leopardi nei confronti degli
intellettuali abituali frequentatori dei caffè di san Ferdinando
dipendesse anche da un soprannome che questi gli affibbiarono : “'O
RANAVUOTTOLO”, il rospo che negli anni è stato interpretato
unicamente come la somiglianza tra il non bell'aspetto del poeta e
l'animale.
L'Altamura
nel
suo dizionario napoletano e nella
sua opera “i
proverbi napoletani" tratta dell'antico detto napoletano :” 'O
ranavuottolo chiagne quanne fa bon tiempo, ovvero
la ranocchia è pessimista e perciò piange col sole perché sa che
dopo il sole verrà la pioggia e ciò si adatta a coloro che non
sanno godere di un momento di gioia già prevedendo gli inevitabili
momenti tristi che verranno dopo.”
Diversamente
sarà stato l'appellativo attribuitogli dal popolo dei quartieri, di
via San Mattia, di via Cedronio,via Speranzella via Santa Maria
Ognibbene
, di
sicuro
'O scartellatto“,
il
gobbo, certamente non inteso ad offendere, in quanto nella cultura
napoletana è sinonimo di fortuna, buon auspicio (nella
rappresentazione maschile)
e il Poeta che era amante del gioco del lotto non disdegnava a
consigliare qualche numero a chi gliene faceva richiesta, e che
qualcuno forse salutandolo e ringraziandolo nel poggiargli la mano
sulla gobba gli diceva bona jurnata ' on giacumì, bona salute
signurì, no po CUFFIA', non per deriderlo ma in segno di rispetto e
di ossequio a chi è del quartiere .
Ed
era questa la Napoli che Leopardi amò
e mi piace ricordare le sue ultime parole in punto di morte rivolte
all'amico di sempre Antonio
Ranieri "Addio,
Totonno, non veggo più luce"
Totonno come affettuosamente ogni buon napoletano si rivolge
all'amico
di nome Antonio." ( dal mio intervento alla terza serata)
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